“Un programma di propaganda pagato con il canone Rai”, e poi le accuse di raccomandazione. Settimana dura per Tommaso Cerno, ex direttore de Il Tempo, ora alla guida de Il Giornale, che si è recentemente assicurato uno spazio su Rai 2 con la mini-trasmissione Due di picche. Pochi minuti, ma valutati profumatamente, per fare – sostiene Usigrai – “la voce del governo”, parlando apertamente in una nota di “Un collaboratore pagato mille euro al minuto, 11mila euro a puntata, che ha esordito in onda dicendo agli italiani che non devono lamentarsi dei rincari dovuti dall’attacco all’Iran”.
Tommaso Cerno e Due di picche: ascolti bassi
Il debutto della nuova striscia quotidiana di Tommaso Cerno su Rai 2, andata in onda il 9 marzo per la prima volta, ha registrato ascolti molto bassi: appena il 5,4% di share al giorno 1, persino inferiori a quelli di Medicina 33, che fino a poco tempo fa occupava quella stessa fascia oraria. Oltre i dubbi che i numeri si assesteranno dopo una brutta fase iniziale – difficile fare ascolti per uno spazio di transizione – c’è un’altra vicenda che preoccupa l’uomo di fiducia della famiglia Angelucci (proprietaria dei giornali di destra in cui Cerno viene spostato), già finita nel calderone della parentopoli televisiva.
Tommaso Cerno e la figlia del marito Stefano
Le insinuazioni di nepotismo riguardano la figlia del marito di Cerno, Stefano Balloch (esponente di spicco di Fratelli d’Italia in Friuli Venezia Giulia sposato nel 2022), Giada, che su Linkedin si definiva social media manager per la tv pubblica. A denunciare la situazione è stata la pagina social “BoicotteRai”, diffondendo uno screenshot della sua descrizione. “Assunta con contratto ibrido come social media manager della Rai per “rilanciare i contenuti di “Domenica In” con il fine di promuovere l’immagine di Tommaso Cerno sui social”. Il post è stato cancellato e la Rai e il giornalista hanno smentito prontamente: “L’ultima fake news contro di me è contro Due di picche. Balle spaziali. Giada non ha nessun contratto con la Rai”. “Non ha contratti di collaborazione con la Direzione Intrattenimento Day Time e con qualsiasi altra Direzione Rai”, scrive l’azienda. “Negli studi di Domenica In, la donna però entrava”, ribatte Il Fatto Quotidiano. Una polemica da quattro minuti? Giusto il tempo di un Due di picche.
