L'editoriale
La lotta dell’Ucraina è per tutta l’Europa. Lo sforzo di Meloni: tenere Trump sui 19 punti
Tutto è appeso a un filo nei rapporti fra l’Ucraina, la Russia, gli Usa e l’Unione europea. Però tra l’Ucraina e la Russia c’è una storia terribile e un presente altrettanto drammatico.Ma c’è di peggio.
Nella memoria degli ucraini è presente quello che nella seconda metà degli anni Trenta avvenne andando sotto il nome di Holodomor, cioè una terribile carestia provocata dalla Russia di Stalin con circa quattro milioni di morti. Quando oggi gli ucraini, compresi larga parte di quelli di lingua russa, si battono con le unghie e con i denti contro l’aggressione della Russia di Putin hanno presente anche quello che nelle loro famiglie avvenne nei terribili anni Trenta. Tuttavia è in ballo una fondamentale questione di principio: il rifiuto totale dell’aggressione di una nazione all’altra per conquistarne parte del territorio e per annullarne l’autonomia. Qualora la Russia prevalesse, infatti, ci potrebbero essere due conseguenze: o quella della sua affermazione non solo sull’Ucraina ma sull’Europa, oppure la conclusione che è necessario armarsi anche sul piano nucleare come deterrente rispetto a questa aggressività russa che non è solo politica ma anche ideologica ed economico-sociale.
La guerra ibrida
Del resto oggi larga parte dell’Europa è segnata dalla cosiddetta guerra ibrida effettuata con mille mezzi, dai droni al passaggio degli aerei fino agli attacchi cibernetici, ma anche dall’acquisto di leader politici, di partiti, di giornali. Quest’ultima parte della guerra cibernetica è evidentissima anche nel nostro Paese, dove un paio di leader politici, uno nella maggioranza e un altro nell’opposizione e due giornali come Il Fatto e La Verità, sono in modo esplicito a favore della Russia di Putin avendo nell’Unione europea un punto di riferimento costituito da Orbán. Di conseguenza le cose sono ulteriormente complicate dal fatto che gli Usa di Trump nutrono una completa indifferenza per i valori dell’Occidente e sono interessati soltanto alle spartizioni economiche. D’altronde la registrazione del colloquio tra Witkoff e l’emissario russo fa venire i brividi nella schiena per l’atteggiamento di accondiscendenza e di subalternità che il primo aveva nei confronti dell’interlocutore russo.
Per cosa si batte l’Ucraina
Quindi l’Ucraina si batte non solo per la sua autonomia e indipendenza nazionale ma per tutta l’Europa, compresa l’Europa meridionale, dall’Italia alla Spagna fino alla Grecia. Non essendo per nulla faziosi né schierati in modo pregiudiziale sulle opposte coalizioni che dividono l’Italia, francamente noi ci auguriamo che Giorgia Meloni riesca a tenere agganciato Trump sui diciannove punti che costituiscono il rovesciamento di quei ventotto che se prevalessero segnerebbero la resa dell’Ucraina. Di conseguenza riteniamo che sul nodo dell’Ucraina vada fatto ogni sforzo per aggregare uno schieramento politico molto vasto in Italia che va dalla maggioranza dei partiti nella maggioranza alle formazioni di centro a quell’area di sinistra che nel Pd ha sempre espresso una posizione di solidarietà con l’Ucraina.
Trump, imprevedibilità totale: tutto è appeso ad un filo
Siccome gli interessi economici spesso prevalgono su quelli politici e l’imprevedibilità di Trump è totale, tutto, come abbiamo già detto, è appeso a un filo. Il nostro augurio è che in una situazione fra le più drammatiche prevalgano i valori fondamentali dell’Occidente e che la maggior parte delle forze politiche italiane si collochino dalla parte dell’Ucraina. La storia non si ripete mai ma alcuni ricordi degli anni Trenta ci fanno accapponare la pelle.
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