Esteri
La propaganda antiebraica e l’alterazione della Storia
I mezzi di comunicazione di massa fomentano l’antisemitismo cercando di dipingere gli ebrei come dei carnefici senza scrupoli
Quello che è accaduto negli ultimi mesi è la conferma di quanto siano potenti i mezzi di comunicazione di massa e quanto possano essere pericolosi i messaggi da essi veicolati, specialmente se il pubblico a cui sono destinati è carente di spirito critico e consapevolezza. Fino a poco tempo fa il popolo ebraico era considerato, quasi all’unanimità, un popolo degno di rispetto; gli ebrei erano coloro che nonostante secoli di persecuzioni erano riusciti a mantenere la propria identità, a restare uniti nonostante la diaspora, a trovare nuova forza e dignità dopo l’Olocausto.
Molti ritenevano gli ebrei il popolo eletto, non solo perché così è riportato nelle Sacre Scritture (uno dei probabili significati è quello di essere scelti a portare avanti il disegno di Dio), ma perché molta della cultura di quella che comunemente viene chiamata occidentale è stata ideata, inventata e costruita da persone geniali aventi origini o radici ebraiche: da Einstein a Freud, da Bernstein a Chagall e così tantissimi altri nel mondo della scienza, delle arti e dello spettacolo. La cultura occidentale è talmente ricca di contributi di matrice ebraica e questi hanno inevitabilmente influenzato in maniera così profonda il nostro modo di pensare e concepire la realtà che potremmo affermare, senza paura di essere contraddetti, che tutti noi occidentali siamo in parte ebrei. Nonostante ciò, sono bastati pochi mesi di martellamento costante da parte dei mass media per invertire il modo di sentire di molte persone che oggi identificano gli ebrei come un popolo di violenti aggressori, di carnefici senza scrupoli, dei senza Dio e, nei casi più estremi, di satanisti che venerano il demonio e si ispirano ad esso per esprimere il proprio essere nel mondo.
I messaggi sono tanto più pericolosi quando provengono da fonti ritenute attendibili e colpiscono in maniera indiscriminata un pubblico composto da milioni di persone, molte delle quali incapaci di analizzare e valutare i fatti, il contesto, la realtà. Il male e il bene sono ovunque, contraddistinguono il genere umano, ma quando manca questa consapevolezza e prevale l’odio, frutto dell’ignoranza e causa di generalizzazioni, si rischiano derive pericolose. L’esempio più eclatante è rappresentato da colui che fu definito un maestro della comunicazione, Joseph Goebbels, il quale, nell’elencare gli undici principi per la propaganda del Terzo Reich, al primo posto metteva proprio questo: “È necessario identificare l’avversario in un nemico, nell’unico responsabile di tutti i mali”. La speranza è che la storia torni a svolgere la sua funzione principale, quella di favorire la comprensione del presente, e aiuti le persone a non farsi ammaliare da vecchi e sciocchi tentativi di manipolazione mentale utili solo a un manipolo di affaristi, evidentemente a corto di idee ma pronti a tutto pur di salvaguardare i propri interessi.
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