L’asse tra anarchici e Islam radicale che fomenta l’antisemitismo

Si è tenuta ieri la conferenza stampa “Antisemitismo e violenza: il volto ambiguo degli antagonisti”, promossa dalla senatrice Ester Mieli di Fratelli d’Italia nel solco del voto compatto della maggioranza al disegno di legge sul contrasto all’antisemitismo dei giorni scorsi. L’opposizione dinanzi a quel ddl – invece – si è presentata confusa, tra astenuti e contrari.

“Questa sinistra è un po’ smemorata”, ha attaccato Mieli, poiché – sebbene in passato sia il Partito democratico che il Movimento 5 Stelle abbiano votato a favore della definizione dell’IHRA contenuta in quel ddl – oggi il loro mantra è “a tutti i costi contro il governo”, e allora ecco spiegato il no al ddl. A sinistra si definisce un bavaglio, ma lo ha spiegato bene nel suo intervento il Presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato, Alberto Balboni: il ddl in realtà “si occupa esclusivamente della prevenzione, non c’è nulla di repressivo in questa legge, non ci sono sanzioni penali”.

Il punto è un altro. Il livello dello scontro sul tema è oramai sempre più esasperato, e sempre più penetrato da slogan d’odio e atti violenti. Il capogruppo FdI al Senato, Lucio Malan, ha ricordato un grave episodio: sono ancora pubbliche, nelle pagine social dei giovani del Partito democratico di Bergamo, immagini di cartelli che recitano “meglio maiali che sionisti”. La politica, ahimè, si è intrisa di questa propaganda. Un anno fa il leader M5S Giuseppe Conte chiedeva agli ebrei italiani di dissociarsi pubblicamente da Israele per non rendersi anche loro colpevoli di sistematico genocidio. Un invito, quello di Conte, che Malan ha definito “la sintesi più chiara di un antisemitismo che si traveste da antisionismo”.

Ma alla violenza verbale non si può non sommare anche un altro tipo di violenza, quella di quei gruppi anarchici e antagonisti associati ad altri gruppi vicini all’Islam radicale – vedi l’assalto alla redazione della Stampa al grido “Free Palestine”. “L’antisemitismo è la cerniera tra le piazze degli antagonisti e le frange del fondamentalismo islamico”, ha affermato la deputata FdI Sara Kelany, motivando la timidezza e l’ambiguità di una parte del Pd e dell’intero M5S sul tema come “mero tornaconto elettorale”. Per il responsabile dell’organizzazione FdI Giovanni Donzelli, le frange antagoniste hanno “inevitabilmente strizzato l’occhio, nel migliore dei casi, e fomentato in altri, l’antisemitismo e quindi c’è un problema da questo punto di vista”.