L’attacco di Macron a Trump: “Gli Usa si allontanano dalle regole internazionali”

President Donald Trump greets France's President Emmanuel Macron during summit to support ending the more than two-year Israel-Hamas war in Gaza after a breakthrough ceasefire deal, Monday, Oct. 13, 2025, in Sharm El Sheikh, Egypt. (AP Photo/Evan Vucci, Pool)

A pochi giorni dall’attacco al Venezuela, e a meno di 24 ore dal sequestro di due petroliere della fotta ombra russa mentre l’amministrazione Usa continua a ripetere al mondo di voler prendere possesso della Groenlandia, il presidente francese Emmanuel Macron alza il tono nei confronti di Donald Trump e invita l’Europa, in occasione del tradizionale discorso di inizio anno davanti al corpo diplomatico al palazzo dell’Eliseo, a prepararsi a uno scenario internazionale più instabile.

Secondo Macron, gli Stati Uniti stanno progressivamente sganciandosi dalle regole che hanno contribuito a costruire nel secondo dopoguerra. «Si stanno liberando dalle norme internazionali», ha affermato, sottolineando come questo cambiamento abbia effetti diretti sugli equilibri globali e sui rapporti con gli alleati europei. Nel suo intervento, il presidente francese ha parlato di un sistema internazionale sempre più frammentato, nel quale le grandi potenze tendono a muoversi in modo unilaterale. Un contesto che, a suo avviso, favorisce il ritorno a logiche di potenza e a forme di pressione economica e politica che Macron ha definito di tipo “neocoloniale”. “Le istituzioni del multilateralismo funzionano sempre meno efficacemente”, si rammarica il leader francese, secondo cui ci stiamo avviando verso “un mondo di grandi potenze con una reale tentazione di spartirsi il pianeta”.

Il riferimento è anche alle recenti prese di posizione dell’amministrazione Trump su commercio, sicurezza e tecnologia, settori nei quali Washington ha più volte criticato o messo in discussione le regole europee, dalle politiche industriali ai vincoli sul digitale. Le forze dell’ordine fanno scendere dall’elicottero il presidente venezuelano Nicolas Maduro e sua moglie Cilia Flores, mentre Maduro si dirige verso il tribunale federale Daniel Patrick Manhattan per una prima udienza in cui dovrà rispondere di accuse federali statunitensi tra cui narcoterrorismo, cospirazione, traffico di droga, riciclaggio di denaro e altre, all’eliporto di Downtown Manhattan, a New York City, Stati Uniti, il 5 gennaio 2026.

La critica agli Stati Uniti si accompagna a un messaggio rivolto all’Unione europea. Macron ha ribadito la necessità per l’Europa di ridurre le proprie dipendenze strategiche, in particolare in ambito industriale, tecnologico e militare. Un tema già centrale nel dibattito europeo, ma che assume nuovo peso in un contesto di rapporti transatlantici meno prevedibili. Il presidente francese ha invitato a difendere le regolamentazioni europee e a rafforzare il ruolo delle istituzioni multilaterali, a partire dalle Nazioni Unite, considerate sempre meno efficaci ma ancora indispensabili per evitare una competizione senza regole. Gli fa eco il presidente federale tedesco Frank-Walter Steinmeier intervenendo a Berlino alla Fondazione Koerber, che ha organizzato un appuntamento per celebrare i settant’anni del presidente: “Oggi occorre impedire che il mondo si trasformi in un covo di briganti, in cui i più spietati si prendono ciò che vogliono”. Steinmeier ha sottolineato come il mondo non debba diventare un luogo “nel quale regioni e interi paesi vengono trattati come proprietà di poche grandi potenze, in cui si cerca di emarginare dalla storia anche gli Stati di medie dimensioni – tra cui il nostro – e in cui gli Stati piccoli e più deboli rimangono completamente senza protezione”.

Steinmeier si riferisce certamente all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, che ha distrutto l’architettura di sicurezza europea costruita nel corso di decenni. “Ma c’è anche la rottura dei valori da parte del nostro partner più importante, gli Stati Uniti”, ha aggiunto.
Tra i presenti anche Jens Stoltenberg, ex segretario generale della Nato e attuale ministro delle Finanze della Norvegia. Steinmeier ha anche sottolineato il ruolo che avrà il potere militare nei prossimi anni: “potremo svolgere un ruolo in questo mondo mutato o in trasformazione solo se saremo presi sul serio anche dal punto di vista militare. Ed è in quella direzione che dobbiamo andare”.