L'attacco del presidente francese
Macron attacca l’America di Trump: “Aggressività neocoloniale, così si allontanano dagli alleati. Tornare a reinvestire nell’Onu”
L’atteggiamento degli Stati Uniti guidati da Donald Trump è riconducibile a una “aggressività neocoloniale“. A dirlo, nel corso della conferenza di inizio anno con gli ambasciatori francesi, è il capo dell’Eliseo Emmanuel Macron che condanna senza mezzi termini l’operazione condotta da Washington in Venezuela. Per il presidente transalpino l’amministrazione americana si sta “gradualmente allontanando” da alcuni alleati storici e si sta “liberando delle regole internazionali”, evocando quell’aggressività “neocoloniale” sempre più presente nelle relazioni diplomatiche.
Le parole di Macron sono anche condizionate dal recente attacco dello stesso Trump che nel corso di un intervento pubblico ha ironizzato proprio su Macron sostenendo di averlo costretto ad aumentare i prezzi dei farmaci in Francia ‘grazie’ alla minaccia di nuovi dazi sulle importazioni.
“Siamo entrati in una fase in cui le grandi potenze sono tentate di dividersi il mondo” denuncia Macron che respinge il ritorno sia di nuove forme di colonialismo che di imperialismo ma allo stesso tempo respinge la retorica odierna che vede una Europa sempre più rassegnata a subire le decisioni di potenze come Russia, Usa e Cina.
La soluzione per il presidente francese sarebbe quella di tornare a “reinvestire nell’Onu“, definendo irrealistico e controproducente qualsiasi arretramento sul fronte del multilateralismo proprio mentre aumentano le tensioni internazionali. Inoltre rivendica il lavoro della Commissione europea sullo “scudo democratico”, esortando a difendere e consolidare la regolamentazione Ue del settore tecnologico, oggetto di critiche da parte degli Stati Uniti.
Infine sul piano economico Macron invita ad adottare quanto prima un programma accelerato di “preferenza europea” negli scambi commerciali. L’obiettivo indicato è rendere più efficace il mercato unico, semplificando le regole e rafforzando il mercato dei capitali, così da dare maggiore concretezza al peso economico dell’Europa e dei suoi 450 milioni di cittadini.
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