Il centro riformista, democratico, europeista e di governo è, oggi, nel nostro paese necessario ed indispensabile. Non per il bene del centro ma, molto semplicemente, per rafforzare la qualità della democrazia italiana e per la stessa efficacia ed efficienza dell’azione di governo. Ora, e senza cadere nella deriva della esclusiva personalizzazione della politica o, peggio ancora, della sua spettacolarizzazione, è indubbio che anche il miglior progetto politico non riesce a declinare nella sua compiutezza senza avere un leader riconosciuto e carismatico che lo incarna anche fisicamente. Certo, tutti sappiamo che l’area centrista nel nostro paese è molta variegata, composita e frastagliata. Ed è, questo, anche il motivo decisivo della sua cronica debolezza. Almeno sino ad oggi.

Ricostruire un progetto centrista

Ma, di fronte ad una recrudescenza della radicalizzazione del conflitto politico accompagnata dal una conseguente e del tutto scontata polarizzazione ideologica, è di tutta evidenza che adesso ricostruire e rilanciare nella cittadella politica italiana un progetto centrista, riformista, democratico e di governo quasi si impone. E, al riguardo, il recente congedo di Pina Picierno dal Partito democratico è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Che, tradotto in termini politici, rappresenta l’elemento decisivo per dare una guida politica autorevole, qualificata e carismatica a questo necessario progetto politico. E, lo ripeto, pur senza cadere nella trappola della eccessiva personalizzazione della competizione politica che, invece è fatta anche e soprattutto di contenuti, progetti e programmi, se si vuole essere credibili occorre avere una visione di insieme che non è destinata ad esaurirsi nell’arco di poco tempo. E Pina Picierno, per quello che rappresenta in Europa e in Italia nel campo del riformismo democratico e di governo, può essere la figura decisiva in grado di ricomporre il vasto e ricco mosaico dell’universo centrista e riformista nel nostro Paese.

I fatti sotto gli occhi di tutti

Una scommessa, questa, che non è dettata da ragioni di potere, di posizionamento tattico o, peggio ancora, da motivazioni anagrafiche o di questo genere ma solo e soltanto dalla oggettività dei fatti che sono sotto gli occhi di tutti. E questo si impone a maggior ragione dopo che il cosiddetto “campo largo”, nello specifico il Pd che ormai si è trasformato in un partito radicale, massimalista e movimentista di massa, ha di fatto rinunciato ad essere una coalizione di centro sinistra per trasformarsi definitivamente ed irreversibilmente in una alleanza di sinistra. E, per dirla in termini ancora più semplici, si limita a riproporre, seppur mutatis mutandis, quella “gioiosa macchina da guerra” di occhettiana memoria che era radicalmente estranea ed esterna ad una coalizione di centro sinistra. E il profilo dell’attuale coalizione progressista è oggettivamente estranea ed esterna a tutto ciò che è anche solo lontanamente riconducibile al centro e a ciò che rappresenta una possibile e potenziale “politica di centro”. Ed è anche per queste ragioni che l’iniziativa politica messa in campo da Pina Picierno e raccolta concretamente ed immediatamente da migliaia di persone è un segnale che certifica una profonda inversione di tendenza nel campo centrista, riformista, democratico, europeista e di governo nel nostro paese. Una iniziativa che adesso può legare in una sintesi efficace un progetto politico credibile e realmente percorribile con una leadership riconosciuta, autorevole e rappresentativa.