L’orrore del terrorismo islamico in Nigeria: musulmani uccisi (perché rifiutano di arruolarsi), cristiani rapiti e villaggi bruciati

Una nuova ondata di violenza dell’estremismo islamico sta travolgendo la Nigeria che nelle ultime settimane ha visto omicidi e rapimenti. Diversi stati della nazione africana sono stati oggetto di attacchi che sono cominciati a gennaio, in quella che sembra una precisa strategia di destabilizzazione di questo fragile gigante. Nello stato centro-occidentale di Kwara decine di persone sono state uccise a colpi d’arma da fuoco in due villaggi differenti, dopo che si sono rifiutate di arrendersi agli estremisti che predicavano per arruolare giovani a combattere.

Il governatore Abdul Rahman Abdul Razaq ha dichiarato che almeno 75 musulmani locali sono stati massacrati in questo raid ma il bilancio delle vittime potrebbe salire a circa 170, man mano che vengono recuperati altri cadaveri. A Kwara l’obiettivo erano gli abitanti musulmani dei villaggi, colpevoli di non voler aderire ai gruppi combattenti, ma nello stato di Kaduna i terroristi sono andati letteralmente a caccia di cristiani. Qui almeno 51 persone sono state sequestrate e sei sono state uccise nel corso dell’ultima settimana in una serie di attacchi diretti contro quattro differenti villaggi.

Questa offensiva ha colpito la parte meridionale dello stato di Kaduna, a maggioranza cristiana, dove a gennaio erano state rapite circa 180 persone, molte delle quali erano però tornate in libertà nei giorni seguenti. A Karku sono state rapite una trentina di persone, compreso il sacerdote della locale parrocchia, mentre almeno tre sono state uccise negli scontri. L’arcidiocesi cattolica di Kafanchan ha confermato il rapimento di padre Nathaniel Asuwaye, parroco della Chiesa della Santa Trinità di Karku, nell’area di Kajuru. Nel villaggio vicino sono morte altre quattro persone e circa 40 sono state prelevate, compreso l’imam locale. A Maro case e negozi sono stati dati alle fiamme ed una famiglia che viaggiava per la strada è stata rapita.

Il governo locale ha accusato Boko Haram di questa serie di attacchi, ma non ci sono ancora state rivendicazioni ufficiali e spesso si tratta di gruppi estremisti locali, soltanto collegati ad al Qaeda o allo Stato Islamico. Il presidente nigeriano Bola Tinubu ha subito inviato un battaglione di rinforzo nello stato di Kwara, dove l’esercito combatte già una guerra contro i terroristi. Tinubu sa bene che la minaccia di Donald Trump di un nuovo intervento armato americano in difesa dei cristiani nigeriani resta sul tavolo ed ha già accettato la collaborazione con le forze speciali statunitensi che hanno inviato una piccola delegazione di istruttori. Il terrorismo islamico rimane un enorme problema soprattutto in Africa occidentale, dove i due network del jihadismo controllano intere province e minacciano i fragili governi africani.