Esteri
Macron annuncia il servizio militare volontario. Ragazzi nell’esercito a 800 euro al mese: i dieci mesi di addestramento
La guerra in Ucraina ha cambiato qualcosa in Europa. Fino al 2022, il Vecchio Continente sembrava proiettato su conflitti combattuti nel mondo cyber o nello spazio. Le sfide globali apparivano concentrate su zone distanti dall’Europa, mentre i Paesi si focalizzavano sull’antiterrorismo o al più su nuove tecnologie utilizzabili sui mari o nei cieli.
L’invasione russa dell’Ucraina, invece, ha riportato sulla scena qualcosa che sembrava ormai circoscritto ai libri di storia. Trincee, carri armati, bombardamenti delle città, ma soprattutto uomini. Centinaia di migliaia di uomini inviati al fronte a combattere nel fango del Donbass, nelle stradine dei villaggi, lungo le rive dei fiumi o usati per pilotare i droni. Un’evoluzione che ha coinvolto direttamente Russia e Ucraina. Ma adesso, indirettamente, ne sono rimasti coinvolti anche i Paesi europei, che hanno compreso la necessità di avere sistemi pronti, reattivi e con un quantitativo sufficiente di personale. Per farlo, si è tornato a parlare di leva.
Macron annuncia il servizio militare volontario
Alcuni Paesi l’hanno mantenuta, altri l’hanno tolta da molto tempo. In Germania, come svelato dal Wall Street Journal, si pensa a vari piani, tra cui anche una coscrizione volontaria. In Italia, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha detto al Tg3 di pensare di proporre in Consiglio dei ministri e poi in Parlamento “una bozza di disegno di legge da discutere che garantisca la difesa del Paese nei prossimi anni e che non parlerà soltanto di numero di militari ma proprio di organizzazione e di regole”. E la Francia, che ha abolito la leva obbligatoria nel 1997, ha fatto un primo passo in avanti. Ieri, il presidente Emmanuel Macron, in visita alla 27ma Brigata di fanteria di montagna di Varces-Allières-et-Risset, ha annunciato il piano del nuovo servizio militare su base volontaria. Il programma coinvolge i giovani tra i 18 e i 25 anni (ma il focus principale è sui 18 e 19enni) e prevede dieci mesi, di cui uno di addestramento e nove nel corpo a cui si è assegnati. I ragazzi riceveranno un compenso di circa 800 euro al mese, saranno arruolati nell’esercito, nei vigili del fuoco di Marsiglia e Parigi (che sono militari) e nella gendarmeria. E l’obiettivo è di iniziare subito, già dalla prossima estate, prima con un gruppo di 3mila volontari per poi ampliarlo ogni anno fino a raggiungere, entro il 2035, il numero complessivo di 50mila giovani all’anno contando anche il personale che partecipa al servizio militare volontario già presente.
Le parole di Macron
“I nostri giovani sono desiderosi di servire” ha detto Macron e “c’è una generazione pronta a lottare per la nazione”. E il progetto arriva in uno dei momenti più difficili sia per il suo Paese che per l’Unione europea. Dal punto di vista sociale, la Francia è apparsa negli ultimi anni profondamente lacerata e con problemi di gestione della sicurezza. Il programma non consiste nella reintroduzione della leva obbligatoria, ha sottolineato il capo dell’Eliseo. Ma questo nuovo servizio militare volontario seppellisce definitivamente il primo progetto di Macron, il Servizio nazionale universale destinato ai ragazzi tra i 15 e i 17 anni, e che lo stesso presidente ha detto “non è più adatto al contesto strategico”. “La paura non previene mai il pericolo. L’unico modo per evitarlo è prepararsi”” ha affermato Macron durante la sua visita nella base alpina. E nei giorni scorsi, il capo di Stato maggiore della Difesa, il generale Fabien Mandon, era stato chiaro: la Francia doveva essere pronta ad “accettare di perdere i propri figli”.
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