La visita istituzionale di Viktor Orbán in Italia diventa un caso. Il primo ministro ungherese prima ha incontrato Papa Leone XIV in Vaticano, poi è stato ricevuto da Giorgia Meloni. Diversi i temi affrontati a Palazzo Chigi: la guerra in Ucraina, gli sviluppi in Medio Oriente, l’agenda europea, la gestione dei flussi migratori.
Spazio anche allo strumento europeo Safe, lasciando le porte aperte a possibili sinergie tra Italia e Ungheria «a sostegno delle rispettive capacità industriali e tecnologiche». Il vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani, ha rimarcato le differenze della postura su Ue e Kyiv: «Non c’è nulla di male a ricevere Orbán. Rispetto la posizione del presidente del Consiglio di un altro Paese, ma l’Italia ha posizioni diverse». Durissima la reazione di Riccardo Magi, segretario di +Europa, in prima linea nel flashmob contro la presenza dell’ungherese: «Mentre Meloni lo accoglie a Palazzo Chigi, noi ricordiamo chi è davvero: il burattino di Putin, il simbolo della democrazia illiberale, l’uomo che usa i soldi europei per distruggere la libertà in Ungheria».
Sullo sfondo la manovra è agli ultimi fuochi d’artificio, poi si fa sul serio. A partire da oggi con il summit della maggioranza che dovrà provare a fare un po’ d’ordine, poi da domani la Legge di Bilancio inizierà il suo percorso a Palazzo Madama. Così alla vigilia c’è ancora tempo per scaricare le ultime tensioni. Il capro espiatorio sono le banche. Con Giorgia Meloni che consegna all’ultimo libro di Bruno Vespa (“Finimondo”, in uscita giovedì) la sua verità: “Se su 44 miliardi di profitti nel 2025 le banche ne mettono a disposizione circa 5 per aiutare le fasce più deboli della società, credo che possiamo essere soddisfatti”. Più o meno le stesse parole usate dal corridore in fuga, Matteo Salvini: “Non c’è accanimento nei confronti delle banche, mi limito a leggere i bilanci”. Il leader della Lega, però, non vuole perdere il titolo, e allora rilancia: “Chiederò che sul Piano casa scoperto nel 2026 una parte dei fondi arrivi con gioia ed entusiasmo da un sistema che sta facendo margini notevolissimi”.
A fischiare la fine della partita nel centrodestra arriva il portavoce di Forza Italia, Raffaele Nevi: “È un contributo straordinario, non una tassa strutturale, e serve per attraversare questo momento ancora di grande difficoltà. Per il resto mi pare che sia un po’ di campagna elettorale”. Le richieste aggiuntive della Lega, gli chiedono? “Chiedessero al ministro dell’Economia e delle Finanze, che si chiama Giancarlo Giorgetti”, risponde sardonico Nevi. Calma olimpica anche da parte del capogruppo forzista a Montecitorio, Paolo Barelli: “Se la Lega continua a sparare a destra e a manca, vuol dire che hanno il 50% dei voti in Parlamento e riescono a far quello che vogliono, che non è così, quindi credo sia una boutade”. Più secco il segretario Antonio Tajani: “Noi abbiamo le nostre idee, faremo le nostre proposte e come al solito si troverà un accordo. L’accordo sulle banche è chiuso e non si cambia”. Della serie: di cosa stiamo parlando? Rassicurante il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti: “Noi siamo sempre arrivati a una conclusione positiva, non abbiamo mai avuto una divisione in Aula, non ci sarà neanche questa volta”.
L’altro fronte caldo è sugli affitti brevi, ma in questo caso il modulo cambia: Lega e Forza Italia sono contrari all’aumento della cedolare. Così tocca di nuovo al ministro dell’Economia Giorgetti riassumere la questione: “Qui non c’è nessun intento di punire i proprietari, però bisogna capire se bisogna in qualche modo premiare le locazioni per abitazione oppure le locazioni per i turisti stranieri”. Poi risponde al suo segretario, che aveva ipotizzato che la norma fosse entrata in manovra per “distrazione”: “Quando curo i soldi di tutti, ho il dovere di essere sempre concentrato”. La via d’uscita ci sarebbe: “Il Parlamento può migliorarla, e comunque non è una questione di vita o di morte”. Si distingue il presidente di Noi moderati, Maurizio Lupi: “Abbassiamo dal 21% al 15% l’aliquota della cedolare secca per chi affitta casa a lungo termine. Lo si può fare utilizzando le risorse recuperate portando al 26% l’aliquota sugli affitti brevi”. Forza Italia comunque andrà avanti, presentando un emendamento per cancellare l’aumento. Dice il capogruppo in Senato Maurizio Gasparri: “Noi siamo contrari all’incremento delle tasse sulla casa. Se si tratta di un’attività imprenditoriale è un conto, ma se c’è un pensionato che affitta una stanza, è chiaro che non va vessato”.
Oltre alla manovra, per il centrodestra comincia la campagna elettorale in Veneto. E sarà sostanzialmente una corsa a due: Fratelli d’Italia e Lega. Il partito di Giorgia Meloni ha surclassato il Carroccio sia alle politiche che alle europee. Via Bellerio punta a sfruttare al massimo la forza di trascinamento del governatore uscente, Luca Zaia, che sarà capolista in tutte e sette le circoscrizioni. “Sarà un referendum sui miei 15 anni”, commenta Zaia, che però potrebbe subentrare al suo successore, il candidato Alberto Stefani, che lascia uno scranno a Montecitorio. Quindi un prossimo futuro da battitore libero per lo stimatissimo presidente, non un’ottima notizia per Matteo Salvini. L’altra grana per il vicepresidente del Consiglio si chiama Roberto Vannacci. L’ultimo Consiglio federale della Lega (il Generale in pensione non ha partecipato) ha deciso che la squadra dell’eurodeputato (i famigerati Team Vannacci) non potrà fare concorrenza al partito. Un po’ quello che è successo in Toscana, con un consuntivo disastroso: il 4,4%. Intanto la manovra è ai nastri di partenza, gli equilibri verranno.
