Non c’è nulla di peggio dell’unilateralità. A nostro avviso, oggi, per chi è garantista, europeista e sostenitore dei valori fondamentali dell’Occidente, a partire dallo Stato di diritto, tre questioni e non una costituiscono problemi essenziali: ciò che sta avvenendo nel Minnesota, l’Ucraina, la strage avvenuta in Iran.
Per molti aspetti, Trump presenta elementi di autoritarismo al limite del golpismo, specialmente sul piano interno. Non dimentichiamo che il suo punto di partenza su questo terreno è stato il fallito blitz di Capitol Hill. Successivamente Trump ha iniziato lo smantellamento del sistema di pesi e di contrappesi che caratterizza la democrazia americana. Adesso, a sconvolgere ulteriormente il quadro, c’è la messa in campo di queste milizie Ice che stanno attaccando e cacciando via gli immigrati, ricorrendo sistematicamente alla violenza per cui sono arrivati ad assassinare due persone.
Tutto ciò va denunciato avendo la consapevolezza che “il problema Trump” è enorme. È infatti indispensabile che con lui l’Europa abbia buoni rapporti, visto che il nostro Continente ha due gravi problemi di tipo politico-militare: la sistematica aggressività di Putin, che da quattro anni sta attaccando l’Ucraina, e il fondamentalismo islamico dell’Iran, che da sempre ha nel mirino Israele appoggiandosi anche a bracci armati come Hamas e Hezbollah. Tuttavia, dobbiamo evitare l’unilateralità nelle prese di posizione e nelle denunce. Da due giorni, tutti i nostri media e l’attenzione di alcune forze politiche sono concentrati su quello che per parte nostra non esitiamo a definire il secondo assassinio avvenuto a Minneapolis a opera delle milizie Ice. La denuncia è sacrosanta, ma non si deve dimenticare mai che, a fronte di quelle due persone uccise, in Iran la repressione degli ayatollah ha prodotto almeno 15mila morti e l’aggressione russa all’Ucraina sta creando in modo scientifico condizioni di vita insostenibili per i civili ucraini colpiti sul piano dell’erogazione dell’energia.
Ma non è un problema solo di media. In questi mesi, in molte nazioni dell’Occidente ma specialmente in Italia, c’è stata una mobilitazione massima per ciò che riguarda i palestinesi di Gaza ma minima nei confronti delle migliaia di iraniani assassinati e addirittura inesistente per ciò che riguarda gli ucraini. Tutto ciò si riflette anche nel comportamento politico-parlamentare di significative forze politiche, come la maggioranza del Pd che ha bloccato il disegno di legge di Delrio sull’antisemitismo. Questi due pesi e due misure evidenziano l’esistenza di una preoccupante asimmetria nelle valutazioni non solo politiche ma etiche di ciò che sta avvenendo nel mondo con possibili conseguenze assai inquietanti.
Non sfugge a nessuno il fatto che la situazione politica italiana sia caratterizzata da una situazione singolare: nella maggioranza di centrodestra, ma anche nell’opposizione di sinistra esistono forze politiche che fanno da sponda a Putin o ai pro-Pal connessi a Hamas, con ricadute che riguardano perfino il comportamento di settori della magistratura.
