L'omicidio
Donna uccisa dall’ICE a Minneapolis, rivolta dei dem: ondata di proteste e agenti fuori dalle città
Il mondo parla degli avvenimenti di Minneapolis del 7 gennaio. È importante fare chiarezza, mettere bene a fuoco i fatti del Minnesota. Nel contesto di una serie di operazioni svolte dall’ICE (Immigration and Customs Enforcement), un video girato da una testimone mostra una macchina di traverso lungo una strada innevata, seguita da alcune macchine contenenti molteplici agenti federali, in procinto di fermare la donna. Secondo alcuni testimoni, però, la donna nel veicolo, una 37enne statunitense originaria del Colorado di nome Renee Nicole Good, avrebbe ricevuto ordini contrastanti da diversi agenti ICE. Un agente avrebbe chiesto a Good di fermarsi e scendere dal veicolo, mentre un altro avrebbe invitato la stessa ad allontanarsi.
Donna uccisa dall’ICE a Minneapolis, le versioni delle diverse parti politiche
Nello stesso video, si vede la macchina guidata da Good fare marcia indietro, per poi iniziare la svolta verso destra. Proprio durante questa manovra si vede un agente dell’ICE che entra nell’inquadratura e, spostandosi dalla traiettoria della macchina, esplode tre colpi di arma da fuoco verso la giovane donna, che perde ovviamente il controllo del veicolo per schiantarsi contro altre auto parcheggiate lungo la strada. Le versioni offerte dalle diverse parti politiche sono sensibilmente differenti tra loro. I membri dell’Amministrazione Trump hanno sottolineato il pericolo per l’agente, che avrebbe esploso i colpi nel rispetto delle regole, che prevedono la possibilità di aprire il fuoco solamente in caso di grave ed evidente pericolo per la vita o per l’incolumità dell’agente secondo un criterio di ragionevolezza.
Il vicepresidente JD Vance, in un post su X, ha definito una tragedia la morte della donna, specificando però quelle che sarebbero le colpe di quest’ultima nell’incidente fatale. Kristi Noem, segretaria per il Dipartimento della Homeland Security, ha definito il gesto della donna, oltre alle manifestazioni e agli atti contro l’ICE, “terrorismo interno”. Una definizione fortemente contestata da una delle senatrici per il Minnesota, la democratica Tina Smith, che ha sostenuto di volere la cacciata dell’ICE dallo Stato del Minnesota, chiedendosi retoricamente cosa possa avere il Presidente Trump contro lo Stato, che recentemente ha subìto un taglio miliardario ai fondi destinati all’assistenza ai minori. Dure le reazioni anche del sindaco di Minneapolis Jacob Frey e del Governatore dello Stato Tim Walz, che ha iniziato le procedure per la mobilitazione della Guardia Nazionale. Il senatore del Massachusetts, Chris Murphy, ha chiesto ai colleghi democratici di non votare per nessuna proposta di bilancio che non riduca i fondi destinati all’ICE.
A seguito dell’accaduto, in diverse città degli Stati Uniti si sono tenute delle manifestazioni in memoria della vittima e contro l’ingresso indiscriminato dell’ICE dentro le città statunitensi. A Los Angeles la protesta si è concentrata al di fuori di alcuni edifici del governo federale, con qualche decina di manifestanti a chiedere la cacciata dell’ICE dalla città degli angeli. Proteste simili anche a Detroit. A Minneapolis, oltre ad alcune palle di neve simboliche lanciate contro le macchine degli agenti federali, che in alcuni casi hanno risposto con lo spray al peperoncino, si registra una veglia attorno al palo dove la macchina di Renee Nicole Good è andata a schiantarsi dopo la sparatoria, tra Portland Avenue e la 34th Street, con candele, fiori, cartelloni a ricordo della vittima.
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