Monte dei Paschi, il Terzo polo bancario parte in salita. I mercati bocciano il “piano Lovaglio”

Un piano di sviluppo che i mercati hanno accolto con molta prudenza se non vogliamo parlare di vera e propria bocciatura. Il titolo Monte dei Paschi, infatti, nella giornata di venerdì 27 febbraio ha lasciato sul terreno il 6, 76 per cento dopo che l’Amministratore delegato Luigi Lovaglio ha presentato il nuovo piano di integrazione tra Mps e Mediobanca. Il terzo polo bancario, con oltre 7 milioni di clienti, lascia piuttosto freddi gli investitori.

I numeri

Il piano Lovaglio prevede la creazione di un gruppo bancario integrato tra Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca capace di generare, secondo gli obiettivi dichiarati, fino a 3,7 miliardi di euro di utile al 2030, con sinergie complessive stimate in oltre 700 milioni di euro tra maggiori ricavi e minori costi, una posizione patrimoniale solida ben al di sopra dei requisiti richiesti dalle autorità europee e una distribuzione di dividendi che potrebbe superare il 70 per cento degli utili. È attorno a questi numeri che si articola l’operazione pensata dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio, che punta a trasformare profondamente il profilo industriale di Mps.

Mediobanca

Mediobanca porta in dote attività che spaziano dall’investment banking alla consulenza per operazioni straordinarie, dalla gestione patrimoniale al credito al consumo. Si tratta di segmenti che generano commissioni, quindi ricavi meno legati all’andamento dei tassi e potenzialmente più elevati in termini di margine. L’integrazione mira a riequilibrare la composizione dei ricavi del nuovo gruppo, aumentando il peso delle commissioni.
Le sinergie rappresentano il pilastro economico dell’operazione. Il management stima centinaia di milioni di euro di benefici annui a regime. Una parte deriva dalla riduzione dei costi: integrazione delle funzioni centrali, unificazione dei sistemi informatici, eliminazione di duplicazioni organizzative. L’altra parte, più ambiziosa, riguarda l’aumento dei ricavi. La rete commerciale capillare di MPS potrebbe distribuire i prodotti di investimento e i servizi di consulenza sviluppati da Mediobanca, mentre la clientela corporate e facoltosa di Mediobanca potrebbe beneficiare della capacità di raccolta e della presenza territoriale di Monte dei Paschi. Questo meccanismo di collaborazione commerciale è il cuore strategico del piano. Dal punto di vista finanziario, l’operazione è stata presentata come sostenibile senza compromettere la solidità del gruppo. I livelli di capitale resterebbero ampiamente sopra le soglie richieste dai regolatori europei, garantendo una base patrimoniale robusta. Questo aspetto è centrale perché la fiducia degli investitori dipende dalla percezione che la banca mantenga un cuscinetto di sicurezza adeguato anche dopo l’integrazione. Lovaglio ha inoltre sottolineato che il gruppo combinato dovrebbe continuare a remunerare gli azionisti in modo significativo, grazie alla maggiore redditività prevista.

Delisting

Un passaggio tecnico rilevante è il delisting di Mediobanca, cioè l’uscita dal listino per arrivare a una struttura societaria pienamente integrata. Questo implica l’acquisizione delle quote non ancora controllate e la definizione di un corrispettivo per gli azionisti di minoranza. È un punto delicato, perché influisce sull’equilibrio finanziario dell’operazione e sulla percezione di equità da parte del mercato. Finché i dettagli non sono completamente definiti, una parte degli investitori tende a mantenere un atteggiamento prudente. I rischi, tuttavia, non sono trascurabili. Integrare due istituzioni con storie e culture differenti è complesso. Mediobanca ha una forte identità di banca d’affari e una struttura manageriale distinta; Mps è una banca commerciale con radicamento territoriale e una storia recente segnata da profonde ristrutturazioni. L’armonizzazione dei processi, la coesione del management e la capacità di trattenere i professionisti chiave saranno determinanti. Le sinergie di costo sono generalmente più prevedibili; quelle di ricavo richiedono tempo e coordinamento commerciale.