È stato accolto con tutti gli onori, e non poteva essere altrimenti. Perché l’India del premier Narendra Modi, per il governo israeliano, è qualcosa di più di un semplice partner. Le relazioni tra i due Paesi, avviate ufficialmente nel 1992, vivono in questo periodo una delle loro fasi migliori. E Benjamin Netanyahu sa di avere a Nuova Delhi un alleato non solo politico, ma anche strategico ed economico. Il gigante asiatico si è introdotto nel porto di Haifa attraverso il proprio colosso Adani Ports fino ad acquisirne il 70%.

Nell’ultimo anno, il commercio tra i due Stati ha raggiunto un volume d’affari di 3,62 miliardi di dollari. E la cooperazione tra l’India e lo Stato ebraico è aumentata in settori essenziali come la tecnologia, l’agricoltura, la difesa (droni israeliani sono usati dalle forze indiane) e il mondo cyber. Lo scorso settembre, il ministro della Finanze israeliano, Bezalel Smotrich, ha siglato con il suo omologo indiano, Nirmala Sitharaman, un accordo di investimenti reciproci per fare arrivare l’interscambio alla cifra di 4 miliardi di dollari. In quell’occasione, il ministro israeliano, uno dei leader della destra radicale, definì l’India “un vero amico”. E questa stessa definizione è stata usata anche ieri da Netanyahu, che incontrando Modi, ha prima parlato di una “vera amicizia” per poi dire, di fronte ai membri della Knesset, che il premier indiano poteva essere descritto come “un fratello”. Affermazioni forti e altamente simboliche, che certificano un’alleanza ormai sempre più solida tra due Paesi che hanno aumentato le loro affinità in diversi aspetti strategici. Modi, omaggiato dall’applauso di tutto il parlamento dello Stato ebraico, ha confermato che l’India è “convintamente al fianco di Israele in questo momento e in futuro”. Ma la vicinanza tra i due leader (con Netanyahu che si è anche detto “profondamente commosso” per la visita del primo ministro) e tra i due governi ha assunto in questi anni un valore molto più ampio nello scenario mediorientale. India e Israele, infatti, pur con alcune differenze di vedute anche sullo stesso Iran, si trovano a osservare alcuni dossier con la stessa lente. Ed entrambi vedono nell’altro un partner fondamentale.

Il colosso asiatico considera Israele un pilastro indispensabile della sua rotta economica verso l’Europa, l’India–Middle East–Europe Economic Corridor. E l’Imec, l’acronimo con cui è noto quel corridoio che unisce India e Unione europea, è stato al centro anche del discorso di Netanyahu alla Knesset mentre ha accolto Modi. “Stiamo sviluppando insieme l’iniziativa Imec” ha detto il premier israeliano. “Si tratta di un corridoio terrestre e marittimo che collegherà l’India attraverso la Penisola arabica al porto di Haifa, e da lì al Mediterraneo e all’Europa”, ha continuato il capo del governo, che ha confermato l’impegno dei due Paesi affinché “Israele diventi un collegamento tra Asia ed Europa”. Un ponte che però passa inevitabilmente dalla stabilità del Medio Oriente. Perché il progetto è già stato paralizzato dalla guerra esplosa dopo il 7 ottobre 2023. E quel corridoio, che evita Iran e Turchia ma che potrebbe rinsaldare anche il legame tra India e Paesi del Golfo e tra questi e Israele, subisce inevitabilmente le dinamiche geopolitiche dell’area.

Non è un caso, del resto, che l’Imec sia perfettamente sovrapponibile a quell’immagine che Netanyahu aveva mostrato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite come risposta al cosiddetto “Asse del Male”. E non è allo stesso modo casuale che questa visita di Modi giunta 24 ore dopo che Netanyahu, parlando ai vertici dello Shin Bet, ha parlato del piano di costituire una nuova alleanza regionale che comprende il Medio Oriente e che servirà a contrastare tanto “l’asse radicale sciita” quanto “l’emergente asse radicale sunnita”. “Alcuni ci visitano, anche in questi giorni. Altri, li visitiamo noi” ha detto Bibi. E se il riferimento all’India appare evidente, in questo schema regionale rientrano anche Cipro e Grecia, oltre a Paesi arabi e nordafricani non nominati apertamente ma essenziali per i progetti di entrambe le potenze.