Politica
Pd, nella “riserva” riformista cresce il dissenso. Picierno riparte dall’Emilia di Elly, Delrio fotografa il disagio: “La sinistra riesce sempre a dividersi sulla purezza, non sulle proposte”
Nel Partito Democratico qualcosa si muove, finalmente alla luce del sole. L’area riformista, a lungo confinata ai margini, rompe gli indugi: Pina Picierno ha convocato un nuovo incontro pubblico dei Riformisti del PD. È il terzo evento messo in campo: dopo l’appuntamento di Milano sulla crescita e quello di Prato sull’industria, questa volta il focus si concentrerà sulla lotta alla povertà.
Ripartiranno dall’Emilia, da Modena, terra simbolo della sinistra tradizionale e cuore elettorale di Elly Schlein. L’appuntamento è per sabato 7 febbraio, ore 9:45, al Centro culturale Francesco Luigi Ferrari di via Emilia Ovest 101. Titolo del convegno: “Crescere tutti, crescere insieme. Mettere in agenda la lotta alle povertà”.
Un messaggio semplice ma strategico: riportare nel PD il linguaggio della crescita, dell’inclusione sociale, dell’attenzione concreta ai redditi più fragili. È la ripartenza di un’area che non accetta di farsi rinchiudere nella caricatura della “minoranza interna”. Quella che aveva denunciato, in questi giorni, l’«aria asfittica» al Nazareno. Ne aveva parlato un nome pesante della tradizione cattolico-riformista: Graziano Delrio. Nel PD, ha detto, «si è aperta la caccia ai riformisti». Le sue parole non sono un eccesso polemico. Raccontano un disagio profondo: «La sinistra riesce sempre a dividersi sulla purezza, non sulle proposte», sintetizza. E mette il dito nella piaga: mentre il centrodestra riesce a convivere nelle sue molteplici identità, il PD continua a costruire gerarchie fondate su chi è “più di sinistra”, “più puro”, “più ortodosso”. Una gara che, per Delrio, «conduce inesorabilmente alla sconfitta».
Il clima intorno alla segretaria ricorda l’immagine che molti dirigenti usano in privato: Schlein «cammina sulle uova». Peggio: «su uova scadute». Goffredo Bettini, l’eterno consigliere-pontiere tra Pd e 5S, è intervenuto a gamba tesa sul referendum sulla separazione delle carriere: «Non è più una scelta tra Sì e No, ma tra governo e opposizione». Una frase che ha gelato la larga parte dell’area garantista del partito, che aveva già sottoscritto i comitati per il Sì.
Una ennesima scossa che incita gli esponenti riformisti a muoversi. Ma la vera novità è che il fermento non è solo interno. Casa Riformista nasce come passaporto per il viaggio di Italia Viva nel centrosinistra che verrà.
Un contenitore nuovo, costruito per unire Italia Viva, con la leadership riconosciuta di Matteo Renzi; +Europa, o almeno quella parte che accetterà di riconoscersi nella guida renziana; Più Uno, il movimento moderato fondato da Ernesto Maria Ruffini. Presto per dire se sarà un semplice cartello, una federazione o un partito unitario. Al momento non è nessuno dei tre, dunque pronto a diventare qualsiasi cosa.
Nel Pd seguono con attenzione. E intanto si muovono. Il nuovo appuntamento dei Riformisti, proprio a Modena, non è casuale. Peraltro, la città vede un Pd spaccato nei suoi ruoli dirigenti provinciali: potrebbe essere proprio il teatro dell’inizio della fine per le vecchie logiche di corrente emiliane. Riportare lì il dibattito riformista significa riaprire un confronto serio sul futuro del partito basato sulla costruzione di una proposta alternativa, radicata, manifesta.
Non a caso Picierno sceglie un tema – Crescere tutti, crescere insieme – che parla al Paese reale e sposta il PD dal terreno sterile delle identità a quello pragmatico delle soluzioni. Se il PD vuole tornare competitivo, deve tornare riformista.
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