Per Giuseppe Bianco, il referendum è un’occasione storica: «Se il Sì non passa, il correntismo si intesterà la vittoria e reclamerà – forse non solo per interposta persona – il governo effettivo del Paese. Sarebbe un unicum nella storia europea». Perciò il sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica di Roma è in prima linea per sostenere la riforma, specialmente il sorteggio, «un passo necessario per avviare un processo di resurrezione».

Magistrato, confessi: voterà Sì al referendum?
«Sì. E basta lo spazio di un francobollo per scrivere le ragioni: sì alla liberazione del nostro Csm dalle correnti».

Ma ne è proprio sicuro? Voterà come «gli imputati e la massoneria deviata». Rischierà di essere indagato da Gratteri…
«Sono estremismi superficiali che non servono a nessuno. Le accuse di piduismo nascondono il vuoto intellettuale. Vuoto di proposte e di visione generale. È una specie di vuoto urlato. Quale sarebbe l’alternativa? L’unica proposta dei capicorrente è quella di conservare i rottami. Grazie, se li possono tenere».

La fiducia nella magistratura è crollata. Colpa della politica o delle correnti militanti delle toghe?
«Dopo lo scandalo del 2019, il correntismo avrebbe dovuto cominciare un ciclo riformatore. Lo aveva chiesto anche il Presidente della Repubblica. E invece niente. Ormai è un sistema malato che funziona per inerzia e prescinde dalle volontà individuali. Il Komintern associativo è perfino in buona fede, ma c’è un immobilismo palese. Ed è palese anche la spinta ideologica a fare della magistratura un corpo politico schierato. Ma se la sentenza viene vista come un atto politico, è il ruolo storico della magistratura come elemento di garanzia che viene messo in crisi. È un problema di democrazia, riguarda tutti».

Perché l’Anm, specialmente dopo il caso Palamara, ha soffocato ogni proposta di autoriforma?
«Non credo che ci sia stato un rifiuto doloso. Questo sistema si muove per un meccanismo inerziale ed è tecnicamente incapace di autocritica. È un’oligarchia abituata solo a sé stessa. Le stesse interviste farlocche di Falcone sono il frutto di una specie di visione onirica. Avendo maturato una visione religiosa di sé stessa, questa oligarchia non accetta l’idea che gli Eroi in quanto tali possano accasarsi altrove. Quando gli hanno detto che Falcone la pensava al contrario, lo hanno vissuto davvero come un trauma. I Buoni stanno con loro. I Cattivi stanno con gli altri. Si sentono veramente i proprietari di ogni virtù. È una visione giacobina. Ed è pericolosissima».

Lei ha definito il Csm un «parlamentino delle correnti, un organo istituzionale legato ai gruppuscoli correntizi privati da un flusso arterioso costante». Parole forti…
«Il Csm è un organo che per legge e Costituzione ha compiti di alta amministrazione, ma è stato trasfigurato in una specie di megafono di gruppi privati con ambizioni di governo politico generale. È un processo storico che viene da lontano, da certe teorie anni ‘60 sponsorizzate dalle cosiddette correnti progressiste della magistratura, che facevano un parallelo fra Parlamento elettivo e Consiglio superiore con ruolo politico. In un vecchio testo degli anni ‘80, uno dei fondatori di MD, Salvatore Senese, scriveva esplicitamente che il Csm doveva agire come “organo di governo e di orientamento ideale dei giudici, cioè il ruolo politico che gli è proprio”. Questa concezione del Csm come struttura politico-rappresentativa ha raggiunto l’apoteosi negli anni ‘90, quando si è incrociata con un processo parallelo di delegittimazione degli Stati nazionali e dei Parlamenti. Declassati i liberi Parlamenti, è aumentata la centralità politica delle magistrature in tutta Europa. Questa pretesa di centralità – magari inconsapevolmente – ormai unisce tutti i gruppi correntizi. Non possiamo escludere che qualcuno pensi davvero di poter governare direttamente il Paese. È una concezione profondamente antiliberale. Ma direi che la situazione ora è perfino peggiore. Le chat del 2019 hanno dimostrato che anche la spinta carrieristica è diventata enorme. Oggi – guarda caso – la vicenda del 2019 è sparita dal radar. Insomma, il correntismo di oggi è una specie di impasto fra velleità politico-ideologiche e difesa corporativa delle ambizioni di carriera di settori oligarchici. La magistratura vera è solo la vittima di questa tenaglia. E questo lo hanno capito anche gli avvocati».

Il sorteggio secco basterà per bloccare i condizionamenti interni per le nomine?
«Al Csm devono andarci i magistrati in quanto magistrati, non in quanto delegati di gruppi esterni. E l’organo non deve svolgere funzioni di indirizzo politico, perché in democrazia l’indirizzo politico spetta al libero Parlamento, di destra o di sinistra che sia. Consentire funzioni di governo alle burocrazie giudiziarie non controllabili dal giudizio popolare è pericolosissimo. Per questo siamo in presenza di un bivio politico di importanza storica. Si illude l’opposizione politica attuale se pensa di poter governare una tigre che è abituata a stare da sola e che andrà poi a cumulare poteri giudiziari e politici».