Lo avevamo previsto: questa edizione di Sanremo è nata male. La prima serata ha certificato il disastro con un 58% di share, e la seconda non capovolge la tendenza. Nonostante Achille Lauro co-conduttore, i numeri Auditel del 26 febbraio sono impietosi: 9 milioni e 53mila telespettatori contro gli 11,8 milioni della seconda serata 2025. Tre milioni in meno, gap dal 7% al 5,1%: una risalita timida che non inganna nessuno. Il pubblico vota con il telecomando.
Lo share va in picco quando Lauro duetta con Laura Pausini: nomi rodati, canzoni top, comfort zone azzeccata per chi guarda da casa. Stesso effetto con “Perdutamente”, dedicata ai ragazzi caduti nell’incendio di Crans-Montana, in Svizzera, uno dei momenti più emotivi della serata. È una canzone che la mamma di Achille – il giovane deceduto nel rogo – cantava con lui quand’era in vita, dettaglio che rende ancora più forte il carico emotivo del brano. Momento triste e autentico, certo, ma non si gioca sul pietismo pur di aumentare lo share: Sanremo non può permettersi di cavalcare il dolore altrui per gonfiare i rating, perché fino a qui non c’eravamo mai arrivati.
Intanto Carlo Conti regge il timone con il suo stile misurato, ma il format nel complesso arranca: troppi inediti deboli, qualche esperimento freddo, una platea che sembra meno coinvolta rispetto agli anni d’oro. Dati alla mano: +1,5% di share sul debutto, ma circa 3 milioni di spettatori in meno rispetto alla seconda serata dello scorso anno. I motivi? Un pubblico che chiede certezze e grandi canzoni, mentre la concorrenza dello streaming – da TikTok a Netflix – erode quote ogni sera, soprattutto tra i più giovani.
Sanremo è una macchina che va ripensata con coraggio: meno forzature emotive, più musica davvero centrale; meno rincorsa alla lacrima facile, più ricerca di brani che possano vivere fuori dall’Ariston. Se il Festival vuole restare un rito nazionale e non un semplice programma tra gli altri, deve scegliere la via delle emozioni sincere e non quella del pietismo a ogni costo. Duetti come quello importante Ramazzotti-Keys indicano la strada dei grandi eventi musicali: ora tocca al resto del cast dimostrare che Sanremo può ancora sorprendere.
