Sanremo, il cast è da Festival degli sconosciuti di Ariccia: crollo ascolti, format trito e showman assenti

Carlo Conti and Laura Pausini attend the 76th edition of the Sanremo Italian Song Festival at the Ariston Theatre in Sanremo, northern Italy - Tuesday, February 24, 2026. Entertainment. (Photo by Marco Alpozzi/LaPresse)

La prima serata del Festival di Sanremo 2026 ha registrato un flop clamoroso negli ascolti, con share sotto il 20% e milioni di telespettatori in fuga verso altre opzioni o lo spegnimento del televisore. La mancanza di idee fresche è palese: stessi autori di sempre, sketch ripetitivi e un ritmo che langue senza veri showman capaci di tenere incollati il pubblico.

Il format, immutato da anni, stride con un’era dominata da streaming e contenuti veloci, risultando anacronistico e noioso. Caro Carlo Conti, i grandi giocatori di poker passano quando hanno il punto forte in mano: qui la mano era debole, piena di bluff e senza rilancio, e il pubblico ha mollato subito.

Il cast è il tallone d’Achille: troppi nomi da “festival degli sconosciuti di Ariccia”, Big campionissimi ma assenti, sostituiti da volti anonimi che non smuovono passione né curiosità. Trenta canzoni sono eccessive, un’overdose che diluisce qualità e tensione drammatica, rendendo la gara un minestrone indistinto. Senza un vero traino pop o un colpo di scena, Sanremo perde appeal tra giovani e famiglie, confermando un declino creativo che minaccia la sua egemonia televisiva.

Alla fine, gli ascolti potrebbero risalire per mancanza di concorrenza, ma questo non salva il problema strutturale: urge un rinnovamento radicale con nuovi autori, format dirompenti e un cast stellare per non diventare reliquia polverosa.