Stefano De Martino lavora al nuovo Sanremo: il primo 30enne alla guida del Festival e il contratto da otto milioni annui per rivoluzionarlo

Il passaggio di consegne tra vecchio e nuovo direttore artistico del Festival di Sanremo è avvenuto sabato sul palco dell’Ariston. Una novità assoluta per la storia del Festival, con la Rai che si era sempre riservata un periodo di riflessione prima di comunicare ufficialmente il nome del numero uno della kermesse dell’anno successivo. È stato lo stesso Conti ad annunciare Stefano De Martino, ormai pronto a mettersi le spalle l’appellativo di enfant prodige di Viale Mazzini e confermarsi nella storia recente della televisione italiana. Non una sorpresa assoluta, visto che a novembre del 2024 il ballerino aveva ammesso la presenza di una clausola per condurre il Festival all’interno del suo contratto con la Rai in un’intervista al Corriere della Sera.

Il primo 30enne alla guida del Festival e il contratto da otto milioni annui per rivoluzionarlo

Un quadriennale dal compenso record firmato a 34 anni, e in linea con quello riservato ai conduttori di punta degli scorsi anni, per un compenso – stimato al ribasso da Dagospia nei mesi scorsi – di otto milioni annui. Dalle intenzioni, De Martino (37 anni al prossimo febbraio) e la Rai sono passati ai fatti. “Ho già comprato tutte le enciclopedie sul Festival”, ha detto ieri il presentatore al TG1, che dopo l’emozione della finale di quest’anno in occasione del suo annuncio in uno degli orari di picco d’ascolto, assicura di essersi già messo a studiare la storia della kermesse. “È una bella responsabilità che prendo con entusiasmo e affronto energia, sto iniziando a pedalare”.

Stefano De Martino lavora al nuovo Sanremo

Da direttore artistico, De Martino intraprenderà una sfida più ambiziosa rispetto ai suoi predecessori. La giovane età (37 anni) lo rende un punto di riferimento per la nuova generazione televisiva. Non basterà qualche accorgimento per mantenere gli ascolti del Festival sul livello di assestamento: è lecito aspettarsi cambiamenti su più fronti. Dalla riduzione del numero di artisti in gara (troppi 30) per dare più spazio agli show e agli ospiti, a quello dei co-conduttori, riportando così la gestione ad un’intimità simile a quella di Affari Tuoi. E poi le scelte: brani di maggior qualità, minor influenza dei discografici. Decisioni che passano necessariamente attraverso lo studio di cosa ha funzionato e cosa è piaciuto in questi anni.

Rai, un rinnovamento tutt’altro che scontato

Un rinnovamento tutt’altro che scontato. Finita l’era Pippo Baudo, la Rai ha infatti continuato a puntare su conduttori esperti, garanzie di programmi di successo, da game-show a talk, con l’eccezione di due cantanti come Gianni Morandi e Claudio Baglioni, ma mai si era affidata ad un presentatore così giovane. Nel 2009 toccò a Paolo Bonolis affiancato da Luca Laurenti, nel 2010 ad Antonella Clerici, nel 2012 proprio a Morandi, per poi procedere per mini-cicli: per due anni è stata la volta di Fabio Fazio e Luciana Littizzetto, poi il primo triennio di Carlo Conti, e il biennio Baglioni, fino al Festival dei record di Amadeus dal 2020 al 2024, e il ritorno di Conti nella precedente edizione e in quella appena conclusa. Da anni a Viale Mazzini si parlava di volontà di sperimentare, con Alessandro Cattelan – sempre alla guida di Xfactor – visto sempre come un promesso sposo ma mai arrivato all’altare. È bastato un battito di ciglia, in corrispondenza con l’esplosione di De Martino, per far dimenticare il conduttore radiofonico, televisivo e show-man, più volte protagonista in Rai con i suoi programmi. Il futuro è tracciato, in meno di un anno Sanremo può avere la sua rivoluzione.