Carissimi giovani,
in queste ore, a seguito di quanto è avvenuto nella notte di Capodanno, sento il dovere di dirvi tre parole: GRAZIE, SCUSA, CORAGGIO.
Vi dico grazie perché, nella tragedia che vi ha colpito, cogliendovi di sorpresa, avete riproposto a noi adulti, in modo disarmante, il valore della vita. Alcuni di voi erano salvi, penso, in modo particolare, al giovane Achille, e, in modo eroico, siete rientrati nell’inferno per salvare un’amica, un amico. La vita è un dono grande e molto spesso la sciupiamo, la disprezziamo, la denigriamo. In questa tragedia avete ricordato a noi adulti che, ancora una volta, famiglia e scuola, unite, possono fare la differenza.
Vi sia di conforto la vicinanza di tutti gli italiani, delle Istituzioni, dalla Premier ai Ministri Tajani e Valditara, ai presidenti delle regioni ai sindaci. Molti genitori si sono detti fieri di essere italiani proprio per come le Istituzioni hanno agito, a livello politico e personale. Quando le Istituzioni dimostrano la loro sensibilità e agiscono in conformità a quella sensibilità, i cittadini si sentono protetti, compresi, ascoltati. E non può essere taciuto il ruolo benemerito svolto dal nostro sistema sanitario che, generosamente e con grande perizia, non ha perso un secondo per venire in vostro soccorso. Il vostro sacrificio ha saputo riaccendere i riflettori sugli elementi fondanti la nostra vita, a livello personale e comunitario, che spesso noi adulti deturpiamo, togliendovi la speranza.
Vi chiedo scusa. Noi adulti non abbiamo saputo proteggervi. Voi vi siete fidati di noi, vi fidate, come deve essere, di adulti capaci di proteggervi dai pericoli e di salvarvi. Il vostro legittimo desiderio di festeggiare si è scontrato con la nostra irresponsabilità. E vi abbiamo, così, tradito. Mi chiedo cosa sta succedendo a noi adulti che, per superficialità, negligenza, meschinità di interessi vi esponiamo costantemente a situazioni e realtà potenzialmente pericolose, a livello fisico e morale. Per cosa poi? Per guadagnare di più? Per un like in più? Per un adepto piegato alle nostre ideologie?
Vi dico coraggio. Non siete soli, in questo momento prego per voi e invoco per voi il coraggio di circondarvi di chi non vi ha abbandonato in questa tragedia, la mamma e il papà, i fratelli, la famiglia, la scuola, i medici, le Istituzioni. Dovete guardare a tutti i modelli positivi senza perdere la fiducia negli adulti o, cosa ancora peggiore, adeguarvi alla meschinità di taluni. Voi dovete fare la differenza.
Noi adulti promettiamo che andremo fino in fondo, pretenderemo giustizia per voi, non in uno spirito vendicativo che, peraltro, non ci appartiene ma nello spirito che condanna ogni forma di iniquità nel rispetto delle procedure del diritto, a tutela della persona. Questo è il fondamento della giustizia. Carissimi, pregherò tanto per voi, affinché possiate diventare, un domani, cittadini responsabili e in grado di condannare e rifiutare qualsiasi forma di ingiustizia che la meschinità dell’uomo può causare.
Con tanta vicinanza,
suor Anna Monia
