Una nuova strage di civili insanguina il conflitto in Sudan che si trascina ormai da tre anni. Le Forze di Supporto Rapido, guidata da Mohamed Hamdam Dagalo, detto Hemeti, insieme al Movimento di liberazione del popolo sudanese-Nord (Splm-N al Hilu) hanno attaccato la città di Dilling nel Kordofan del sud. Almeno 14 civili sono rimasti uccisi nell’attacco di questi miliziani che hanno colpito il centro residenziale con l’artiglieria pesante.

Per due giorni la città è stata martellata da bombardamenti e da continue incursioni terrestri, ma i governativi delle Forze di Difesa del Sudan hanno resistito. I due gruppi paramilitari da settimane sono attivi nel Kordofan dove stanno cercando di isolare alcuni centri abitati per prenderne il controllo e spezzare l’assedio che l’esercito nazionale del generale Abdel- Fattah al Burhan sta portando avanti. Il gruppo guidato da Abdelaziz al Hilu è una milizia privata di questo signore della guerra che ha rotto i rapporti con il Movimento del popolo sudanese-Nord, creando un esercito privato che ha schierato con le Forze di Supporto Rapido.

Hemeti ha promesso ad al Hilu il controllo dell’intero Kordofan in cambio del suo supporto militare, fondamentale in questa regione. Malik Agar e Yasir Arman, altri due signori della guerra sudanese, hanno invece scelto di combattere con i governativi schierando le proprie forze a difesa della strada che porta alla capitale Khartoum. Ad inizio anno l’esercito regolare sudanese ha rotto il blocco con la cittadina Dilling, durato quasi tre anni, assicurandosi percorsi alternativi che collegano la città al resto del Kordofan settentrionale.

In risposta a questa offensiva della truppe di Khartoum i ribelli delle Forze di Supporto Rapido e l’Splm-N hanno attaccato e preso il controllo di Al Takmala, un agglomerato urbano situato a circa sette chilometri a est di Dilling, con l’obiettivo di stringere ancora una volta l’assedio alla seconda città più grande del Kordofan meridionale. Intanto diverse migliaia di persone hanno dovuto abbandonare le proprie casa a causa dei combattimenti, andando ad ingrossare i campi profughi improvvisati che sono ormai ovunque in Sudan. Nel paese africano è ormai diventato molto complicato anche soltanto muoversi per gli operatori umanitari che denunciano una nuova possibile catastrofe umanitaria nel Kordofan, abbandonato dal mondo.

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Matteo Giusti, giornalista professionista, africanista e scrittore, collabora con Limes, Domino, Panorama, Il Manifesto, Il Corriere del Ticino e la Rai. Ha maturato una grande conoscenza del continente africano che ha visitato ed analizzato molte volte, anche grazie a contatti con la popolazione locale. Ha pubblicato nel 2021 il libro L’Omicidio Attanasio, morte di una ambasciatore e nel 2022 La Loro Africa, le nuove potenze contro la vecchia Europa entrambi editi da Castelvecchi