Alberto Trentini e Mario Burlò sono liberi e sono nella sede dell’ambasciata d’Italia a Caracas. Lo ho appena comunicato al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha sempre seguito la vicenda in prima persona. Ho parlato con i nostri due connazionali che sono in buone condizioni. Presto rientreranno in Italia. La loro liberazione è un forte segnale da parte della presidente Rodriguez che il governo italiano apprezza molto”. Con questo posto su X, pubblicato alle 4.50 di lunedì 12 gennaio, il ministro degli esteri italiano Antonio Tajani annuncia la liberazione dei due cittadini italiani detenuti in Venezuela da tempo.

Alberto Trentini, 46 anni, cooperante veneto, e Mario Burlò, 52 anni, imprenditore piemontese, erano entrambi detenuti dal novembre 2024 nel carcere di massima sicurezza Rodeo I che si trova a circa un’ora da Caracas. Dopo oltre 420 giorni sono tornati in libertà e, stando a quanto fa sapere il governo italiano, sono in buone condizioni di salute e nelle prossime ore rientreranno in Italia. Entrambi sono stati liberati nella notte, tra le 11 e l’una, e portati direttamente nell’ambasciata italiana presente a Caracas.

Soddisfazione per l’ambasciatore italiano in Venezuela Giovanni Umberto De Vito che sottolinea come la loro liberazione è “il risultato di un’azione di tutte le istituzioni, non solo della diplomazia, ma anche di una forte pressione politica”. De Vito è stato l’ultimo a vedere Trentini in carcere lo scorso 27 novembre: “Oggi l’ho trovato che stava bene. Però non avevano informazioni di quello che stava succedendo in Venezuela, non sapevano dei cambiamenti in corso nel paese dal 3 febbraio”. Poi precisa che mai come nelle ultime settimane, dopo il blitz americano e l’arresto del presidente Maduro, le autorità venezuelane hanno collaborato come mai successo in precedenza.

“È stato tutto così improvviso. Inaspettato. Non sapevamo nulla della cattura di Maduro. Sono felice, ringrazio l’Italia. Ora posso fumare una sigaretta?” le prime parole di Alberto Trentini, riportate dal Corriere della Sera e da Repubblica. Sia lui che Burlò hanno telefonato ai propri familiari. Per Trentini due lunghe chiamate con la mamma, che si è sempre battuta in questi mesi per chiedere la sua liberazione, e la fidanzata. Burlò ha sentito la figlia. Trentini ha anche raccontato di non essere stato maltrattato durante la sua detenzione.

Chi è Mario Burlò

Imprenditore e immobiliarista torinese, era stato arrestato in Venezuela nel novembre 2024 dopo il fermo a un posto di blocco mentre viaggiava da Caracas a Guasdualito con accuse che non sono mai state chiarite e i suoi legali hanno sempre sottolineato che era detenuto ‘arbitrariamente’ senza che a suo carico fosse formalizzata alcuna accusa. Burlò, che aveva detto alla famiglia che sarebbe partito per il Venezuela per esplorare nuove opportunità imprenditoriali, risiede alle porte del capoluogo piemontese ed è a capo di diverse aziende. Nel febbraio 2025 è stato assolto in Cassazione per concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito di un processo sulla ‘ndrangheta in Piemonte e nei giorni scorsi il Tribunale di Torino aveva stralciato la sua posizione sul crac dell’Auxilium Basket.

“Siamo molto contenti della fine della detenzione di Mario Burlò. Mario ha già potuto sentire la figlia e rassicurato delle sue condizioni di salute. Anche a nome dei familiari vogliamo ringraziare le istituzioni diplomatiche che in questi mesi non hanno mai smesso di lavorare per la liberazione dei nostri connazionali tenendoci costantemente aggiornati” affermano gli avvocati Benedetto Buratti e Maurizio Basile Legali dell’imprenditore piemontese scarcerato a Caracas. “Successo ancor più significativo in ragione del quadro socio-politico del Venezuela e dei rapporti con l’Italia”, sottolineano i due Legali. Ora tornerà in Italia dove ha ancora diversi processi in varie località (due sono a Torino) per illeciti di natura societaria e fiscale.

Redazione

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