Volodymyr Zelensky non può permettersi fratture con la Casa Bianca. Una missione apparsa spesso molto complessa, che il presidente ucraino ha mandato avanti per tutto questo primo anno di mandato di Donald Trump e che si conferma anche ora, in una fase negoziale molto critica. Il presidente degli Stati Uniti vuole che la partita ucraina sia chiusa il prima possibile con un accordo, ma sembra sempre più incline ad assecondare le richieste del leader russo, Vladimir Putin, rispetto a quelle di Zelensky.
Così, la partita ora è anche quella dei due presidenti in guerra per capire chi la spunterà nelle logiche del capo della Casa Bianca. Se saranno gli interessi di Kyiv o quelli di Mosca. E in questa gara (fino all’anno scorso insperata per Putin) Zelensky potrebbe provare una carta fondamentale: quella delle elezioni. Una richiesta avanzata dalla Russia ma anche dall’amministrazione americana targata The Donald.
Ieri, il Financial Times ha rivelato che il presidente ucraino sarebbe pronto ad annunciare le elezioni il prossimo 24 febbraio, cioè nel quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa. Secondo il quotidiano finanziario, la decisione di Kyiv deriverebbe in larga parte dal pressing sempre più asfissiante di Washington, che vuole che il voto per il nuovo presidente e quello per l’eventuale referendum sull’accordo di pace si tengano entro il 15 maggio. E questa pressione, confermata anche da diversi funzionari ucraini e occidentali, implicherebbe che Zelensky accetti definitivamente l’accordo di pace paventato da Usa e Russia già entro questa primavera.
L’impressione è che Zelensky abbia pensato a questa svolta per due motivi: capitalizzare le possibilità di essere rieletto in caso di accordo di pace e fare in modo che Trump resti ai patti soprattutto sulle future garanzie di sicurezza. “Non voglio che l’Ucraina si trovi in una posizione di debolezza, in modo che nessuno possa usare l’assenza di elezioni come argomento”, aveva dichiarato Zelensky a dicembre. E lo stesso leader ucraino ieri ha confermato il proposito del governo a proseguire le trattative annunciando la partecipazione di una delegazione ucraini ai prossimi incontri trilaterali previsti per il 17 o il 18 febbraio negli Stati Uniti. Come ha spiegato lo stesso Zelensky a Bloomberg, non è ancora data per certa la partecipazione dei funzionari russi, che dovrebbero accettare un summit in terra americana. Ma intanto, la volontà del presidente ucraino di dare un seguito al trilaterale di Abu Dhabi è un altro segnale di interesse a non innervosire l’amministrazione Usa, a cui ha comunque ribadito che la proposta su un’eventuale zona economica libera in Donbass non sarà accettata.
Segnali che però devono anche fare in conti con una realtà che potrebbe rendere molto difficili sia le tempistiche date da Trump che quelle ipotizzate da Zelensky. La legge marziale proibisce lo svolgimento delle elezioni, dovendo quindi aspettare un eventuale modifica del quadro normativo da parte del parlamento di Kyiv. Inoltre, una fonte ucraina ha spiegato che “finché non ci sarà sicurezza, non ci saranno annunci”. “Se i russi uccidono persone ogni giorno, come possiamo annunciare o prendere seriamente in considerazione le elezioni nelle prossime settimane?”, ha proseguito la fonte. Anche l’Alta rappresentante per la politica estera dell’Unione europea, Kaja Kallas, ha espresso le sue perplessità riguardo alle elezioni in tempo di guerra. “Non è assolutamente una buona decisione” ha detto Kallas.
E la situazione sul campo di battaglia e in tutta l’Ucraina, almeno per il momento, non sembra essere ancora idonea allo svolgimento di un voto libero e privo di rischi. I bombardamenti russi continuano a mietere vittime in molte regioni. Soltanto ieri, un drone russo ha colpito una casa nell’area di Kharkiv uccidendo un uomo di 34 anni e i suoi tre figli, due gemelli di 2 anni e la bimba di 1 anno. Una strage da cui si è salvata solo la madre, incinta e ritrovata gravemente ferita sotto le macerie.
