La moda piange lo stilista napoletano
Addio a Mariano Rubinacci, icona di eleganza senza tempo: la sua sartoria ha conquistato il mondo
“Il mio hobby è il lavoro, mia moglie Barbara dice, anzi, che il lavoro è la mia amante”. Parole di Mariano Rubinacci, stilista e imprenditore di fama internazionale scomparso nelle scorse ore all’età di 83 anni. Una vita dedicata all’atelier di famiglia nato a Chiaia, nel cuore di Napoli, nel 1932 e caratterizzato da “una storia di passione, sartorialità e stile senza tempo”. L’elenco dei clienti che hanno indossato abiti Rubinacci è lungo: da Curzio Malaparte a Vittorio De Sica, fino a Luciano Pavarotti e Calvin Klein, passando per Umberto di Savoia, Eduardo De Filippo, imprenditori facoltosi, banchieri, diplomatici e Capi di Stato.
Rubinacci a soli 18 anni prese in mano le redini della maison fondata da papà Gennaro (chiamato da tutti Bebè) esportandola in tutto il mondo (non solo a Milano): da Tokyo a New York, fino ad aprire una boutique a Londra, in quella Mount Street che aveva tanto ammirato il padre. Ambasciatore nel mondo dell’eleganza maschile, Rubinacci lascia la moglie Barbara e quattro figli: Alessandra, Marcella e i gemelli Luca e Chiara. “Oggi ti salutiamo, ma la tua eleganza, il tuo esempio e il tuo amore rimarranno con noi per sempre. Grazie per tutto ciò che ci hai donato. Riposa in pace, La Famiglia Rubinacci”, si legge sui canali ufficiali della sartoria che Mariano Rubinacci decisa di chiamare “Rubinacci” negli anni Sessanta dopo l’iniziale nome, London House, deciso da papà Bebè in omaggio alla capitale mondiale dello stile maschile dell’epoca.
“La maison Rubinacci è da sempre emblema di eleganza senza tempo, maestria sartoriale e tradizione partenopea – spiega il sito – London House divenne il luogo esclusivo dove l’eccellenza della Sartoria Napoletana incontrava il raffinato gusto londinese, che all’epoca era considerata la capitale indiscussa dell’eleganza maschile”.
In una intervista rilasciata al Corriere della Sera, il figlio Luca, che oggi “è la nostra immagine con i suoi 400mila follower e la capacità di stare su tutto” (ricordò papà Mariano sempre al Corriere nell’intervista che celebrava i suoi 80 anni, ndr), raccontò la lezione prima di entrare nell’azienda di famiglia: “Sono stato due anni a Savile Row (la strada londinese dove hanno sede alcuni dei più importanti e conosciuti laboratori sartoriali del mondo, ndr) dove ho imparato a tagliare e cucire. Quando sono partito per Londra avevo il guardaroba di un velista, è stato mio padre ad occuparsi del mio bagaglio. Mi ha dato tre cambi: un abito blu per tutti i giorni, uno grigio per il venerdì e una giacca sportiva per lo spezzato”.
Fu la sartoria Rubinacci a lanciare lo “Stile napoletano” con la famosa giacca con la manica “a mappina” e la tasca a toppa in antitesi dello stile inglese Saville Row, un capolavoro di equilibrio tra tradizione e innovazione. Oggi la Rubinacci è più che una sartoria, è un’icona dello stile italiano nel mondo, un simbolo di eleganza senza tempo. In occasione dei suoi 80 anni, Mariano Rubinacci nel presentare la sua ultima creatura (la nuova sede di Casandrino, in provincia di Napoli) ricordò al Corriere probabilmente una delle sue massime: “Non è vero che il commerciante deve avere un negozio di proprietà. Deve, piuttosto, poter pagare il fitto. Altrimenti non si rende conto dei soldi che eventualmente perde o delle spese vive”.
I funerali si svolgeranno giovedì 19 febbraio alle ore 16 nella Chiesa di San Giuseppe a Chiaia (Riviera di Chiaia, 109 Napoli).
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