Attacco alla base di Erbil, Crosetto: “È deliberato”. Paura per i militari italiani

Il ministro della Difesa Guido Crosetto nell’aula della Camera dei deputati in occasione delle comunicazioni sulla proroga della cessione di mezzi ed equipaggiamenti militari all’Ucraina, Roma, Giovedì 15 Gennaio 2026 (Foto Roberto Monaldo / LaPresse) Defense minister Guido Crosetto addresses the Chamber of deputies on the extension of the transfer of military vehicles and equipment to Ukraine, Rome, Thursday, January 15, 2026 (Photo by Roberto Monaldo /LaPresse)

Lo scenario in Medio Oriente diviene, ogni ora che passa, sempre più teso e drammatico. Mentre lo Stretto di Hormuz continua ad esser chiuso e controllato dall’Iran – l’unico petrolio che lo attraversa è quello iraniano diretto, guarda caso, in Cina – l’intera regione è in guerra. Per la prima volta nella loro storia, i Paesi del Golfo si ritrovano coesi dalla stessa parte di Israele.

L’Iran, dal canto suo, prosegue nella strategia di attacchi diffusi, con missili e droni, ovunque e fino a esaurimento scorte. La scorsa notte, nel Kurdistan iracheno, è stata colpita – con un missile Camp Singara – la base italiana di Erbil. Fonti locali sostengono che gli attacchi sono giunti sia da Teheran che dalle milizie sciite irachene a sud della zona autonoma curda. Il comandante del contingente italiano nella base, Stefano Pizzotti, ha spiegato che “il drone ha impattato all’interno della base provocando danni ad infrastrutture e materiali al momento non quantificabili, mentre non ci sono stati danni alle persone”. “Siamo stanchi – ha proseguito Pizzotti – ma il morale resta alto. Il personale è addestrato per affrontare anche queste situazioni”.

“Continuo a seguire con attenzione quanto accaduto alla nostra base di Erbil – ha affermato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni – A nome del governo e mio personale esprimo solidarietà e vicinanza ai nostri militari”. Erbil, va sottolineato, non è solo un presidio militare, ma il fulcro della presenza italiana in Medio Oriente. La base è un punto logistico e strategico cruciale per le forze Nato che operano nel quadrante nord dell’Iraq e sino al confine siriano, e anche per tali ragioni il ministro della Difesa Guido Crosetto, in merito alla domanda se quello alla base italiana sia stato o no un attacco deliberato, ha dichiarato “assolutamente sì”, specificando che “quella è una base della Nato ed è anche americana”. A Erbil, infatti, sono ospitate anche diverse strutture militari e diplomatiche statunitensi. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, in merito all’attuale situazione, non ha nascosto che la preoccupazione da 1 a 10 “è certamente 10”. Elevata, insomma, “proprio perché i nostri militari sono esposti nelle zone più a rischio, nella ripresa del conflitto tra Hezbollah e Israele, oltre che nell’esplosione del conflitto nell’area del Golfo”, senza considerare poi “le ricadute che tutto questo può avere a medio e lungo termine per le famiglie italiane, per le aziende italiane”.

Un attacco “grave e inaccettabile, che abbiamo condannato con la massima fermezza”, questo il commento del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che durante il question time al Senato ha ribadito: “Sono in corso le verifiche necessarie per accertare con precisione la dinamica dell’attacco e individuarne i responsabili. Il governo è pronto ad adottare ogni ulteriore misura necessaria a garantire la loro sicurezza e quella di tutto il personale, civile e militare, impegnato nella regione”. La scorsa settimana, a tal proposito, Crosetto ha incontrato il Capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano, il Direttore Nazionale degli Armamenti Giacinto Ottaviani e rappresentanti delle aziende italiane della Difesa, chiedendo soluzioni da inviare in Medio Oriente a stretto giro. Lo ha riferito il Ceo di Leonardo, Roberto Cingolani: “Stiamo cercando di raccogliere tutte le risorse che abbiamo a livello di piattaforme, radar, armi”.