Attentato al generale Vladimir Alekseyev: Lavrov accusa Kyiv, critiche di Putin ai servizi segreti inadeguati

In this image made from video provided by Russian Defense Ministry Press Service, on Jun. 23, 2023, Lt. Gen. Vladimir Alekseyev speaks to servicemen on an undisclosed location. (Russian Defense Ministry Press Service via AP) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

Un nuovo colpo al cuore della “fortezza Russia”, alle sue gerarchie militari e politiche. Un tentato omicidio per cui Mosca ha immediatamente puntato il dito contro Kyiv, che non ha mai nascosto le sue operazioni mirate e i sabotaggi. Ma nel silenzio ucraino, c’è anche chi non esclude una violenta resa dei conti interna allo stesso sistema di potere russo.

A farne le spese, questa volta, è stato Vladimir Alekseyev, il numero due dell’intelligence militare russa, il potentissimo Gru, ferito a colpi d’arma da fuoco nel palazzo dove vive. Secondo i media locali, un uomo, fingendosi un fattorino, si sarebbe introdotto nell’edificio nella zona nord-occidentale di Mosca e avrebbe sparato al generale senza riuscire a ucciderlo. Alekseyev è stato così portato in fin di vita in ospedale, dov’è ricoverato in terapia intensiva. Ma a preoccupare i vertici russi, oltre alle condizioni del generale, sono due elementi. Il primo, che la rete di sicurezza intorno agli alti ufficiali di Mosca è sempre più permeabile. Il secondo, le tempistiche di questo tentato omicidio, subito dopo i negoziati ad Abu Dhabi.

Per il primo aspetto, la questione, al Cremlino, potrebbe diventare anche imbarazzante. Come ha raccontato la Bbc, sembra che per i generali russi Mosca sia “diventata più pericolosa della linea del fronte”. E questa è la sintesi migliore di una lunga serie di omicidi e tentativi di omicidio che hanno investito la capitale da quando Vladimir Putin ha scatenato l’invasione dell’Ucraina. Tra autobombe, esplosivi e colpi di pistola, sono diversi gli alti funzionari, uomini-simbolo, blogger, e appunto generali, che hanno perso la vita negli ultimi anni. Alcuni anche molto vicini al presidente.

Dal Cremlino, il portavoce Dmitry Peskov ha detto che “leader militari e specialisti di alto livello sono a rischio in tempo di guerra”, ma ha anche ricordato che “non spetta al Cremlino decidere come garantire la loro sicurezza”. Negli ultimi tempi, Putin non ha lesinato critiche anche feroci all’intelligence, che non ha saputo fermare sabotaggi, raid e omicidi. E anche l’avere individuato Kyiv come colpevole, come ha fatto il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, non gioca a favore della propaganda dello “zar”, che non vuole mostrare segni di debolezza. E per questo molti blogger nazionalisti chiedono una reazione decisa.

A questo si aggiunge poi il peso che ha Alekseyev. Come vicecapo del Gru, il generale è un uomo che ha avuto un ruolo fondamentale in molte operazioni. Nato in Ucraina, all’epoca parte dell’Unione Sovietica, è considerato il grande manovratore della Wagner proprio nel suo Paese d’origine, al punto da avere mediato tra Mosca ed Evgenij Prigozhin durante il fallito “putsch”. Nel 2015 è stato mandato in Siria. Nel 2016, gli Stati Uniti lo hanno definito come l’artefice dei tentativi di infiltrazione nel processo elettorale americano. Per i servizi europei, è l’uomo dietro il tentato omicidio del disertore russo Sergei Skripal nel Regno Unito. Ora c’è chi lo ritiene colui che decide gli obiettivi degli attacchi aerei in Ucraina. E il suo superiore, l’ammiraglio Igor Kostyukov, ha guidato la delegazione russa ai negoziati negli Emirati Arabi Uniti.

Trattative che sia russi che ucraini hanno definito “costruttive” anche se “complesse”, e dove gli uomini di Mosca e di Washington hanno deciso di ristabilire il dialogo militare ad alto livello e di parlare il prima possibile di un nuovo Trattato Start sulle armi nucleari, appena scaduto. Mosca è pronta al dialogo, hanno detto Lavrov e Peskov. Gli Stati Uniti vogliono però includere anche la Cina, tanto che il segretario di Stato, Marco Rubio, ha chiarito che un patto senza Pechino “lascerà noi e i nostri alleati meno al sicuro”. E mentre le tre potenze si parlano, l’Ucraina continua a subire le conseguenze della guerra. Ieri altre due vittime a Zaporizzja. Al contempo, l’Unione europea ha varato il ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca. A essere colpiti “l’energia, i servizi finanziari e il commercio”, ha spiegato la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, “questo è l’unico linguaggio che la Russia capisce”.