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Beppe Grillo è il nuovo segretario del PD

© Alberto PIZZOLI / AFP
© Alberto PIZZOLI / AFP

Beppe Grillo è il nuovo segretario del PD. Ma è magnifico: finalmente, un’ottima notizia per la politica italiana!

Non capisco molto il berciare di questi giorni, da parte di grillini che si sentono traditi, da parte di riformisti, tali o presunti, che…si sentono anche loro traditi, da parte di osservatori esterni e interni, anch’essi traditi nel corpo e nello spirito.

Posto che, come affermano gli amanti più navigati, le corna sono il sale di un rapporto, mentre la fedeltà è la tomba dell’amore, entrando nello specifico, beh: non c’è politica senza tradimento, perché, dai tempi di Giuda e da molto prima, non esiste il genere umano, senza tradimento.

Abbiamo visto patti Molotov – Von Ribbentrop, patti sul nucleare, accordi su guerre chimiche e batteriologiche, puntualmente traditi e vanificati. E’ stato tradito Aldo Moro. E’ stato tradito Craxi. E’ stato tradito perfino Berlusconi. Tutte persone che avevano, a loro volta, tradito. E’ stato tradito lo spirito degli anni ’50, ’60, ’70 e via andare. La mossa del cavallo è, in fondo, un elogio al tradimento, ed alla necessità di tradire, in alcune circostanze. Tradire i propri elettori, i propri ideali, il proprio credo, ecc. ecc.

E allora, che c’è di strano in questo nuovo connubio estivo?

In fondo, Beppe Grillo è rimasto coerente: fin dal 2009, ha cercato di diventare segretario del PD. La rabbia, i vaffa, i pidioti di questi anni sono solamente una reazione all’ostracismo ricevuto: al povero Grillo venne addirittura rifiutata la tessera. Tessera che, normalmente, non si rifiuta a nessuno, nemmeno a un cinese d’accatto in zona primarie.

Dunque, il Grillo cacciato dalla porta ha deciso di rientrare dalla finestra, e, per poterlo fare, ha dovuto addirittura creare un partito, farlo diventare il partito più votato dagli italiani, formare ben due governi, ed ora, come il figliol prodigo, ripresentarsi a casa.

Casaleggio, Gaia, Rousseau: un bagaglio che, finalmente, non serve più e, giustamente, va archiviato.

Che poi, scusate: si è sempre elogiato Berlusconi per aver sdoganato i fascisti, facendoli, per la prima volta, entrare nell’arco costituzionale.

Per quale ragione, Bettini non dovrebbe prendersi gli stessi meriti?

Il PD fu sempre criticato, in quanto “fusione a freddo” tra ex-comunisti e democristiani. Bene, oggi si possono ridefinire i campi. Il PD di Beppe Grillo torna ad essere il PDS e, finalmente, si libera in modo netto, chiaro, trasparente, uno spazio al centro, spazio che è quanto di più simile al fu Partito Socialista (ah! se Italia Viva, Azione, +Europa, avessero deciso di rifondare il PSI, senza troppi inutili personalismi), riformista e di governo.

Suggerirei, perciò, di eliminare definitivamente dalla politica italiana l’inutile fardello rappresentato dal moralismo ipocrita. Abbiamo nuovamente degli spazi che sono quanto di più simile a quelli delineati dalla Rivoluzione Francese, culla della democrazia rappresentativa.

E allora, basta lagne, approfittiamone tutti, ed organizziamoci secondo un schema, per una volta, semplice e comprensibile: viva Grillo segretario del PD, lunga vita alla politica italiana!

 

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