Da quando è stata resa nota la notizia della tragedia della Ministra Eugenia Roccella per la scomparsa del proprio marito nel lago di Vico, in provincia di Viterbo, sui social si è scatenato un movimento di odio vergognoso. Scherno, derisione se non addirittura soddisfazione punitiva verso una persona, la Ministra appunto, che non gode di larga popolarità.
Non è la prima volta che la Roccella è vittima di movimenti di odio ma certo in quest’occasione si aggiunge il disgusto per la macabra ironia.
Non è solo gravissimo quanto questi “haters” digitali (a volto scoperto o con profili fake) stiano facendo. La gravità maggiore è che tutti ce ne attendevamo perché oramai abituati alla normalizzazione dell’odio pubblico, in questo caso scatenato da divergenze di idee politiche.
Non credo vi sia accanimento perché la Ministra è una donna, credo invece che vi sia una sempre più chiara schizofrenia sociale ove chi pretende diritti non è capace di rispettarne, chi urla alla libertà di parola sia il primo a pretendere censura altrui, chi parla di democrazia non conosca le regole dell’alternanza, anche cruda per carità, della dialettica e della governance.
Gioire della disgrazia accorsa alla Ministra significa non solo aver smarrito ogni forma di etica sociale ma anche dichiarare la propria infinita povertà umana, cristiana e compassionevole verso una moglie che ha subito un colpo così infido e infingardo dal destino.
Alla Ministra Roccella tutta la nostra vicinanza.
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