BLOG

Raggi parte 2? No al sequel degli orrori

Consigliere municipale
Raggi parte 2? No al sequel degli orrori

Molte cose mancano a Virginia Raggi: competenza, visione, preparazione, idee sostenibili, rapporto con la realtà. Una cosa invece non le manca affatto: la faccia tosta. Perché – diciamocelo – ci vuole davvero faccia tosta a ricandidarsi dopo i disastri di questi 4 anni. Faccia tosta e, aggiungo, inconsapevolezza della condizione umiliante in cui i romani sono costretti a vivere a causa della sua NON-amministrazione. Diciamo le cose come stanno: la Raggi è senza dubbio il peggior sindaco che Roma abbia mai avuto. Dal giorno in cui è stata eletta – forte delle sue convinzioni manichee e del suo qualunquismo – ha fatto perdere alla Capitale un’occasione dopo l’altra: Olimpiadi, grandi eventi, investimenti per nuove infrastrutture, opportunità di sviluppo sostenibile. Su tutti i dossier rilevanti per la nostra città non è riuscita a prendere una posizione che fosse una, facendo sprofondare Ama nel caos e lasciando vivere i romani tra i rifiuti non raccolti.

A proposito di faccia tosta, qualche giorno fa in occasione dell’inaugurazione del nuovo Ponte di Genova è riuscita addirittura a festeggiare inneggiando ad un ipotetico “Modello Atac” come esempio di buon funzionamento del pubblico. Forse dovrebbe chiederlo ai romani che vivono tra autobus in fiamme, attese interminabili, guasti e disservizi. Non credo che a quel punto ci sarà molto da festeggiare. È proprio questo il punto: ci penseranno i romani a bocciare il malgoverno della Raggi, a notificarle lo sfratto e a spiegarle che non si amministra con i tweet.

In questi anni ha raccontato tante bugie ai romani ma, come dice il mio amico e padre politico Luciano Nobili, la peggiore è quella di aver chiesto ai cittadini di rinunciare ad ogni ambizione, ad ogni progetto, ad ogni sogno in grande perché lei sarebbe stata la sindaca delle piccole cose, che avrebbe sistemato la buca sotto casa, svuotato il cassonetto all’angolo, rifatto strisce pedonali. E si è visto come lo ha fatto. Agli occhi del mondo siamo purtroppo diventati la città che finisce sulle prime pagine del New York Times per i ratti in centro tra i turisti, per il record di rifiuti a cielo aperto, cassonetti in fiamme e assenza di qualsiasi evento di quella che un tempo era chiamata Estate Romana.

Una città ferma, immobile, bloccata in una palude di burocrazia e inerzia in cui tutto sembra impossibile, in cui le associazioni di retake e volontariato che ogni giorno puliscono i nostri parchi al posto del Comune vengono ignorate e in cui le periferie sono ridotte a quartieri dormitorio senza servizi. Dovevano aprire il Campidoglio come una scatoletta di tonno e invece si sono rinchiusi nei palazzi, avulsi dei problemi quotidiani dei romani. Questo è il risultato della pozione Raggi.

Questo fallimento totale è vissuto esternamente ma i problemi pullulano anche in casa 5stelle. In questi anni la Raggi è riuscita a perdere decine di assessori e tra faide interne ben quattro Presidenti grillini che sono stati sfiduciati in III, IV, VIII e XI Municipio, per non parlare della triste vicenda della presidente del VII Municipio Monica Lozzi che ha abbandonato il Movimento 5 stelle ricoprendolo di fango e condannando l’amministrazione Raggi, per passare con il neo-movimento sovranista Italexit. Ecco la domanda è molto semplice: come puó una sindaca che non è riuscita a governare e a farsi rispettare dalla sua squadra, proporsi di nuovo per amministrare la Capitale d’Italia?

Per concludere, a me la politica piace. Piace davvero e non credo che sia quella che abbiamo visto a Roma. Quando mi sono candidato a 20 anni con un gruppo di ragazzi alle spalle mai avrei pensato di vedere questa città sprofondare così ai suoi minimi storici. Siamo all’Anno zero e ci sarà davvero bisogno di molto impegno, di una squadra larga, di idee nuove per rilanciare un progetto alternativo allo stato puro. Italia Viva sarà dall’altra parte. Dall’altra parte rispetto a questi populisti improvvisati che con superbia hanno ridotto così Roma.

Credo molto nell’impegno di noi giovani nella costruzione comune di un alleanza progressista di veri riformisti che vogliono rimboccarsi le maniche e restituire futuro alla nostra città. Noi ragazzi abbiamo ancora molto da dire e non vogliamo accettare un’eredità che non abbiamo scelto. Ora come mai è fondamentale uscire dalla bolla e fare scouting di energie fresche. Italia Viva sarà una casa aperta per queste energie.

Contenuti sponsorizzati

Commenti


SCOPRI TUTTI GLI AUTORI