L’Italia alle Olimpiadi Invernali di MilanoCortina sta facendo faville, ma fuori dalle piste di pattinaggio c’è un uomo che sta rubando la scena, è Benoit Richaud, coreografo di 16 atleti provenienti da 13 nazioni differenti. Il suo cambio di giacca ha suscitato molto clamore tra i presenti e suoi social, chiedendosi come sia possibile e quale preparazione ci sia dietro. “Tutto è preparato in anticipo, l’ISU invia le informazioni e io pianifico il programma dell’intera giornata, così da mandarlo ai miei pattinatori”.

Benoit Richaud, il prestigiatore delle Olimpiadi

Nato in Francia nel 1988, Richaud ha un passato da pattinatore, partecipando a tre campionati mondiali juniores. Considera il suo lavoro come una vocazione affermando che “il 90% della routine dei miei atleti deriva dalle mie idee. Li studio e studio il loro stile di pattinaggio”. Dopo il suo ritiro dall’attività agonista ha deciso di intraprendere una carriera da allenatore culminata con il premio di miglior coreografo di pattinaggio artistico agli ISU International Skating Awards 2024 e la nomination per il 2025.
Nel pattinaggio di figura, ogni atleta può avere un proprio coach personale, anche di nazionalità diversa e un tecnico può assistere più pattinatori provenienti da diversi Stati, persino nella stessa gara. Lui ha deciso di presentarsi con la delegazione della Francia, suo paese natale nonostante gestisca atleti provenienti da tutto il mondo. È l’uomo più ricercato nel panorama del pattinaggio artistico su ghiaccio, la sua capacità di unire più arti spaziando dal cinema fino alla pittura passando per la cultura pop permette agli atleti di mettere in pista dei veri spettacoli. I suoi cambi di giacca gli hanno conferito il soprannome di “trasformista”, lui ha stesso ha spiegato come fa, “di solito metto tutto nell’armadietto dell’atleta, anche se non sarei autorizzato. Altrimenti c’è un tecnico del team pronto a infilarmi una giacca della sua nazionale”. La sfida è anche a livello sentimentale come lui stesso ha riferito “è molto impegnativo a livello emotivo, se uno pattina male e poi l’altro pattina bene si raggiunge un picco di emozioni che è difficile da esprimere. Quando sei al fianco di un atleta ci sei con tutto te stesso”.

L’argento con i georgiani e il bronzo con i tedeschi

In molti sport è presente la possibilità di avere uno stesso allenatore per atleti diversi, ma nel pattinaggio di figura è diverso “i miei atleti sono tutti amici, mangiano insieme, si aiutano l’uno con l’altro. Quando uno di loro impara una sequenza di passi anche gli altri vogliono impararla perché la trovano troppo bella. C’è veramente una bellissima intesa tra di loro”.  Nell’esibizione di lunedì scorso, durante la gara olimpica a coppie, Richaud ha contribuito alla medaglia d’argento dei georgiani Anastasiia Metelkina e Luka Berulava, al bronzo dei tedeschi Minerva Fabienne e Nikita Volodin. Giovedì avrà un ulteriore chance di ampliare il suo bottino di medaglie grazie alla carismatica pattinatrice giapponese Kaori Sakamoto. Ciò che l’ha sempre contraddistinto è il suo modo di lavorare, con i suoi atleti che si rispecchiano nelle sue parole “il mio approccio non mira a compiacere, si tratta semplicemente di fare ciò che sento. Sono contrario all’idea che il risultato debba per forza piacere al giudice o agli spettatori. L’arte e soprattutto le emozioni non si creano così”.

Nicola De Angelis

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