Il profilo
Chi è Cilia Flores, la first-lady venezuelana catturata assieme a Maduro
Catturata questa mattina assieme al marito e trasferita negli Stati Uniti. Nell’operazione della Cia per l’arresto del presidente Nicolas Maduro, è rientrata anche Cilia Flores, la moglie dell’ormai ex leader, protagonista di una carriera politica e personale strettamente legata al percorso del dittatore. Classe 1956, Flores è nata a Tinaquillo, città del nord-ovest. Sei fratelli e un padre commerciante: negli anni ’70 ha intrapreso gli studi giuridici in un’università privata e lavorato part-time in una stazione di polizia.
La carriera di Cilia Flores, first-lady e politica “focosa”
Politicamente vicina alle idee di Hugo Chavez, iniziò collaborando con il suo staff offrendo supporto legale e ritagliandosi nel corso del tempo un ruolo chiave in politica. Ha fondato il Círculo Bolivariano de los Derechos Humanos e si è unita al movimento MBR-200, guadagnandosi notorietà come avvocato e attivista. Dopo un matrimonio finito, proprio in quegli anni conobbe Nicolás Maduro, quando l’uomo era un leader sindacale. Prima di diventare first-lady, la donna ha consolidato la sua posizione politica, venendo spesso giudicata per il suo carattere “focoso”.
Un ritratto controverso
Nel corso degli anni Flores è stata eletta deputata e nel 2006 è diventata leader dell’Assemblea Nazionale. Nel 2012 è stata nominata procuratrice generale, diventando una delle donne più potenti del Venezuela, con una rete di alleati trasversale nel regime. Tante macchie in carriera e famiglia hanno contribuito a definirne un ritratto controverso negli ultimi anni: dalle accusa di nepotismo, a vari familiari arrestati per traffico negli Stati Uniti. Nicolas e Cilia insieme hanno messo al mondo Nicolasito (Nicolás Maduro Guerra) , già deputato, e indicato come possibile erede politico del padre. Con l’arresto nell’ambito dell’operazione condotta dalla CIA cade anche la sua figura, così come la sua influenza, accanto a quella del marito.
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