La vicenda di Rosy
Come sta la gattina Rosi, vittima di violenza a Roma
Sono in costante miglioramento le condizioni della piccola micia che è stata violentata. Oggi c’è stata a Roma una manifestazione contro la violenza sugli animali
Ha ricominciato a mangiare oggi la piccola Rosi, gattina seviziata nei giorni scorsi da una persona di cui si sono perse le tracce. Un piccolo segnale di miglioramento, dopo le numerose trasfusioni di sangue alle quali la micia era stata sottoposta in questi giorni. La vicenda che ha riguardato la piccola Rosi, è qualcosa di fuori dalla realtà e ha sorpreso tutti. Il ritrovamento appena dopo le violenze subite faceva pensare che la gattina fosse condannata a morire, poi lo choc una volta arrivati alla clinica veterinaria. Rosi (così è stata chiamata dal team di veterinari che l’hanno presa in cura), presentava delle gravi lacerazioni agli organi genitali e una serie di infezioni. Da lì, sono partite una serie di cure invasive, che sono state rese possibili solo grazie al sangue di Zevi, una gattina col sangue compatibile con quello di Rosi, grazie alla generosità del suo padrone. Oggi, finalmente la micia è in miglioramento e ha ricominciato a mangiare, anche se non riesce ancora ad alzarsi.
La manifestazione a Roma e le parole di Borrelli
L’indignazione da parte di chi è venuto a conoscenza della vicenda, ha portato ad una manifestazione contro la violenza sugli animali, che ha avuto luogo oggi pomeriggio a Roma, nel parchetto di via Francesco Tovaglieri, proprio dove Rosy è stata trovata agonizzante solo qualche giorno fa. A partecipare all’iniziativa persino il deputato influencer Francesco Emilio Borrelli che è addirittura arrivato in trasferta da Napoli e ha dichiarato: “Quello che è accaduto a Rosy non è solo un atto di crudeltà contro un animale indifeso, è una manifestazione di bestialità umana che deve far tremare le istituzioni. Siamo di fronte a un individuo che ha stuprato una gattina fino a ridurla in fin di vita. Chi compie gesti simili è un soggetto pericoloso per l’intera società: la letteratura scientifica ci insegna che chi è crudele con gli animali spesso rappresenta una minaccia anche per i bambini e per gli esseri umani più fragili“.
La ricerca del colpevole
Nel frattempo, non c’è ancora traccia del colpevole del gesto. La ricerca è partita e tutti, ovviamente, si aspettano che questo individuo venga individuato. Ilaria Innocenti, responsabile dei rapporti Istituzionali Lav, spiega: “La legge 544 bis prevede pene da 6 mesi a 3 anni e una multa da 5 mila a 30 mila euro per chi viene condannato. Con la possibilità però di aumentare la pena fino a un massimo di 4 anni e la multa fino a 60 mila euro, in caso siano manifeste crudeltà e sevizie. E questo mi sembra proprio essere il caso“. Ma una legge può bastare ad evitare un fatto del genere? In questo caso, ce lo spiega Gianluca Felicetti, presidente di LAV che sta seguendo la vicenda e che oggi è stato presente alla manifestazione: “Una legge non può essere taumaturgica, non aver aumentato le sanzioni come chiedevamo in sede di dibattito della legge e non aver accettato le richieste accessorie proposte da LAV è la riprova che approvare la legge così come era stata presentata è stato un errore. Questa è l’amara considerazione che posso fare“. Secondo Felicetti, dunque l’aumento delle pene e l’impossibilità del maltrattatore di continuare a disporre dell’animale maltrattato, sarebbero stati due elementi fondamentali in questa battaglia contro la violenza sugli animali.
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