Cronaca
Crans-Montana, decine di morti nell’incendio del bar: la strage del veglione dei minori
Per alcune ore, nella notte, il sospetto di una matrice terroristica ha accompagnato le prime notizie. L’esplosione che ha squarciato il bar “Le Constellation” di Crans-Montana è avvenuta nello stesso edificio che ospita la sinagoga della comunità ebraica locale, al civico 35 di Rue Centrale. “Abbiamo sentito un’esplosione massiccia nel cuore della notte e abbiamo capito immediatamente che era successo qualcosa di terribile”, ha raccontato iYitzhak Levi, rabbino della località vallesana. “All’inizio c’era il timore reale che potesse trattarsi di un attentato diretto alla sinagoga o alla comunità ebraica”.
Poi, con il passare delle ore e l’accumularsi dei riscontri investigativi, si è fatta strada l’ipotesi dell’incidente. La procuratrice generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud, ha infine escluso categoricamente la pista terroristica: “Non c’è alcun dubbio, non si tratta di un attentato”. Ma il bilancio della tragedia resta devastante: 47 morti accertati mentre scriviamo e un centinaio di feriti, la maggior parte con gravi ustioni, secondo le informazioni fornite dalla polizia cantonale. Molte vittime non sono identificabili a causa delle gravissime ustioni riportate. Fino al tardo pomeriggio del primo gennaio hanno portato fuori dall’edifico le salme ricomposte nei sacchi neri. Scioccanti le testimonianze: “Mio nipote avrebbe dovuto raggiungere in quel locale un suo amico – racconta un nostro connazionale –ma poi l’appuntamento è saltato. Il suo amico si è salvato ma non altri ragazzi che erano insieme a lui. Al momento alcuni risultano dispersi. Altri sappiamo che sono in condizioni gravissime “.
Le fiamme si sarebbero propagate con estrema rapidità dalla discoteca al piano seminterrato, trasformandosi in quello che i vigili del fuoco definiscono “embrasement généralisé” – una fiammata che ha innescato una violenta deflagrazione. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti, la manipolazione di dispositivi pirotecnici. Testimoni hanno raccontato di aver visto un cameriere, sulle spalle di un collega, reggere un fuoco d’artificio fissato su una bottiglia, che in un attimo avrebbe incendiato la moquette che rivestiva il soffitto. Il locale disponeva di un’unica via di fuga attraverso una scala stretta. Oltre agli avventori del locale, diversi membri della comunità ebraica sono rimasti feriti dall’esplosione; uno risulta ancora disperso. Tra i ricoverati, tre sedicenni di Milano, una di loro sarebbe in coma, i sui due amici – facenti parte della stessa comitiva- hanno ustioni in varie parti del corpo.
Il Canton Vallese ha dichiarato lo stato di emergenza. Dieci elicotteri, 40 ambulanze e 150 operatori sono stati mobilitati. I Turisti sono stati avvisati che sulle piste da sci non potranno operare squadre di soccorso, tutte impegnate sul luogo della tragedia. Gli ospedali vallesani hanno raggiunto la saturazione, con trasferimenti verso Losanna, Ginevra e Zurigo. Il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha rinviato il discorso di Capodanno. La Farnesina ha attivato l’Unità di crisi e l’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado si è recato sul posto. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato che non si può escludere la presenza di cittadini italiani tra le vittime. Per i familiari è stato istituito un punto di raccolta al centro congressi Le Regent e una linea telefonica internazionale dedicata: +41 848 112 117.
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