Crollo Torre dei Conti, paura e incertezza a Roma. Provocazione Zakharova: la Russia dà una vergognosa lezione di sciacallaggio

Soccorsi e l'intervento dei vigili del fuoco per il crollo della torre ai Fori Imperiali in largo Corrado Ricci a Roma, Italia 03 novembre 2025 (Foto: Francesco Benvenuti / LaPresse) Rescue and fire department intervention following the collapse of the tower at the Imperial Forums in Largo Corrado Ricci, Rome, Italy, November 3, 2025 (Photo: Francesco Benvenuti / LaPresse)

Il crollo parziale della Torre dei Conti ai Fori Imperiali scuote Roma. Un operaio per ore sotto le macerie; un altro trasportato d’urgenza al San Giovanni in gravi condizioni per un trauma cranico. Ingenti danni a un sito storico italiano in fase di ristrutturazione. I pm indagano per disastro colposo e lesioni colpose: a una consulenza tecnica verrà affidato il compito di ricostruire la dinamica e accertare le cause dell’accaduto.

Un episodio destinato a far discutere la politica, con il serio rischio di paralizzare la Capitale nel pieno di un processo di sviluppo e rinnovamento. Lo spettro di bloccare interi cantieri fa paura. A partire dall’inaugurazione delle nuove stazioni della metro C, Colosseo e Porta Metronia: si svolgerà regolarmente o verrà procrastinata? E che fine faranno i lavori a Piazza Venezia? Mentre Roma piomba nell’incertezza e nella paura, la Russia dà una vergognosa conferma di sciacallaggio. Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri russo, cavalca i fatti senza pietà e ne approfitta per fare leva sui sentimenti pacifinti nella speranza che l’Italia interrompa il suo sostegno all’Ucraina: «Finché il governo italiano continuerà a spendere inutilmente i soldi dei suoi contribuenti, l’Italia crollerà tutta, dall’economia alle torri». Un’uscita disgustosa, tanto da costringere la Farnesina a convocare per oggi l’ambasciatore russo in Italia, Alexey Paramonov, per procedere con un richiamo formale.

Immediata la reazione della politica alle parole di Zakharova. Il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, chiede di «portare silenzio e rispetto quando c’è un operaio ancora sotto le macerie». Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera dei deputati di Fratelli d’Italia, la definisce «una cafonata inaccettabile degna di un popolo barbaro». Carlo Calenda, leader di Azione, ci va giù pesante: «Zakharova è feccia. La Russia è un Paese guidato da farabutti». Per Enrico Borghi, vicepresidente di Italia Viva, si tratta di una «speculazione politica indegna e inqualificabile». Persino dal campo largo arriva una dura condanna. La senatrice del Pd, Simona Malpezzi, parla di «ennesima, goffa interferenza negli affari interni del nostro Paese». Secondo Riccardo Magi, segretario di +Europa, siamo di fronte «all’ennesimo atto di provocazione» nei confronti dell’Italia. Dal Movimento 5 Stelle, invece, tutto tace. L’imbarazzo, è comprensibile, sarà tanto.