E se la moda antisemita diventasse reato? Sì dai liberaldemocratici

Non un bavaglio, ma una linea di civiltà. Il Partito Liberaldemocratico, insieme alle associazioni promotrici, rilancia con forza l’urgenza di una legge contro l’antisemitismo e chiede che il Parlamento italiano arrivi all’approvazione del testo entro la Giornata della Memoria. Una scadenza simbolica ma tutt’altro che rituale, che chiama la politica a una scelta di responsabilità.

Mancano quindici giorni al 29 gennaio, a una Giornata della Memoria che mai come quest’anno si presenta controversa. Le associazioni ebraiche e le sigle impegnate nel contrasto all’antisemitismo – un fenomeno ormai di massa in Italia, con un aumento superiore al 450 per cento degli episodi in un solo anno – hanno annunciato la decisione di non partecipare alle commemorazioni, in segno di protesta.
Un gesto forte, che segnala una frattura profonda tra ritualità pubblica e percezione reale della sicurezza e del rispetto. Oggi alle 10, presso la Camera dei Deputati, negli spazi della Sala Stampa (ingresso da via della Missione 8), il Partito Liberaldemocratico terrà una conferenza stampa dal titolo Contrasto all’antisemitismo in Italia. Le proposte del Partito Liberaldemocratico. Un appuntamento pensato per riportare il tema sul terreno che gli è proprio: quello dei diritti, della libertà e della difesa dello Stato di diritto.

Sono previsti gli interventi di Lidano Grassucci, vicepresidente dell’Unione delle associazioni Italia-Israele e presidente dell’associazione La Scelta per Davide – Latina amica di Israele; di Federica Iaria, vicepresidente dell’associazione Italia-Israele Scaligero Estense; e di Alessia Trotta, responsabile enti locali dell’associazione La Scelta per Davide – Latina amica di Israele. Durante la conferenza si entrerà nel merito del ddl Delrio sul contrasto all’antisemitismo, già incardinato presso la Commissione Affari costituzionali del Senato e diventato oggetto di frizioni all’interno del Pd. Le audizioni sono previste proprio per il 13 gennaio; successivamente si valuterà se procedere con integrazioni o avviare direttamente l’esame del testo. Il Partito Liberaldemocratico, nel confermare il proprio pieno sostegno al disegno di legge, chiederà che l’iter parlamentare si svolga nel più breve tempo possibile, fino a una rapida approvazione.

Il contesto politico è noto. Nei mesi scorsi la proposta è stata descritta da una parte del dibattito pubblico come un presunto attacco alla libertà di opinione. Una lettura che il Partito Liberaldemocratico respinge senza ambiguità: contrastare l’antisemitismo non significa limitare il dissenso, ma difendere le condizioni stesse della libertà. L’odio razziale e religioso non è un’opinione, e continuare a trattarlo come tale equivale a normalizzarlo. La cornice rivendicata è esplicitamente liberaldemocratica. Difesa della libertà religiosa, rifiuto di ogni discriminazione, sostegno a Israele democratico come baluardo della liberaldemocrazia in Medio Oriente, solidarietà con i palestinesi che rifiutano Hamas, attenzione a un futuro Iran libero, capace di vivere in pace con i propri vicini. Dentro questo perimetro si colloca la proposta di legge: non ideologica, ma istituzionale.

Il messaggio al Parlamento è diretto: arrivare al 27 gennaio con un atto concreto, non con l’ennesima dichiarazione di principio. Perché la Memoria, se non si traduce in scelte politiche chiare, rischia di ridursi a una liturgia vuota. Qui, invece, la richiesta è semplice e impegnativa: scegliere da che parte stare. Celebrare gli ebrei che non ci sono più non ha alcun senso, se non ci si impegna nella difesa attiva della vita degli ebrei di oggi.