L'intervista
Ddl Delrio, Verini tira dritto: “Contrasta l’odio, non è un bavaglio per chi attacca Netanyahu”
Il senatore del Pd, tra i firmatari del ddl Delrio: “Reazioni settarie a sinistra. Perché toccare la definizione dell’IHRA? Sintesi comune contro l’antisemitismo”
Walter Verini è tra i firmatari del ddl Delrio. Non un bavaglio contro chi critica Israele, ma un fondamentale passo in avanti per contrastare l’antisemitismo a partire dai luoghi di istruzione. Il senatore del Partito democratico non intende indietreggiare: niente sconti all’odio antiebraico.
Il testo non prevede sanzioni per le critiche verso Israele, ma si continua a respingere il ddl Delrio perché limiterebbe la libertà di pensiero. Perché viene dipinto come un bavaglio?
«Perché il ddl non è stato attentamente valutato. Se le libertà di espressione fossero colpite, Delrio non avrebbe presentato la proposta né io e gli altri firmatari l’avremmo sottoscritta. È giusto poter continuare ad attaccare e condannare Netanyahu. Delrio punta tutto sulla prevenzione e sul contrasto dell’antisemitismo sul piano culturale, della formazione, della ricerca e del libero confronto nel Paese, nelle Università. Contrastando l’odio antisemita particolarmente diffuso e pericoloso nella Rete. E non prevede sanzioni penali».
Eppure nel Partito democratico si è scatenata l’ira contro il fronte riformista…
«Ci sono state reazioni sgrammaticate, e in giro anche settarie ed estremiste. Lontane dalla cultura politica della sinistra e dall’esigenza, in un partito plurale come il Pd, di dialogare, confrontarsi, trovare sintesi. Anche perché so che la lotta contro l’antisemitismo è nel dna del partito, condivisa a partire dal suo vertice».
Andrea Giorgis dovrà lavorare a un ddl unitario del Pd. Se verrà tolto il riferimento alla definizione dell’International Holocaust Remembrance Alliance, lo sosterrete comunque oppure andrete dritti sul ddl Delrio?
«Capovolgo la domanda: perché non adottare la formulazione IHRA, che nel ddl Delrio costituisce solo una premessa? L’hanno adottata tutti i Paesi democratici europei, l’ha votata il Parlamento europeo, recepita il governo italiano durante il Conte 2. Il tema è contrastare l’antisemitismo, che è tornato a dilagare ben prima del 7 ottobre. Se poi si vuole sottolineare la necessità di contrastare altre forme di razzismo ed esclusione, credo che in un testo dedicato al tema dell’antisemitismo possano trovare i giusti riferimenti altri pericoli, altre realtà. Ma l’antisemitismo ha una sua drammatica specificità storica e una sua attualità: ci sono forze e perfino Stati che come missione hanno una nuova Soluzione finale».
Si aspetta un intervento diretto della segretaria Schlein?
«In un confronto serio, quale quello cui ci stiamo apprestando nel gruppo democratico al Senato, credo non debba né possa mancare il contributo di sintesi del partito».
Non può negare che troppi esponenti di sinistra ammiccano a frange radicali e antisemite, invece di isolarle…
«Non lo nego, infatti. Guai a criminalizzare le manifestazioni pacifiche con migliaia di giovani, a pensare che le ragazze e i ragazzi debbano disinteressarsi del mondo e della vita attorno a loro, rinunciare alla speranza di pace. Ma questo non deve avere niente a che vedere con chi vorrebbe distruggere lo Stato di Israele, con chi non condanna apertamente il terrorismo di Hamas, con chi si infiltra nelle manifestazioni per “spaccare tutto”, compresa la testa ai poliziotti».
Crede sia arrivato il momento di un Congresso?
«C’è un mondo scoppiato, nel quale dittatori e autocrati vogliono spartirsi il pianeta distruggendo gli istituti che dalla Seconda guerra mondiale in poi hanno tutto sommato garantito un certo equilibrio, a partire dalla democrazia, dall’Europa, dall’Onu. Questo vogliono le destre globali. Ci sarebbe bisogno allora di una grande mobilitazione globale, i progressisti europei e mondiali dovrebbero poter ricercare e costruire un nuovo pensiero. Anche in Italia. Non è il tempo delle certezze, dei settarismi, ma della ricerca comune, del dialogo, dell’incontro tra “piazze”, conflitti democratici e politica. Congresso? Su queste cose».
Anche il centrodestra ha presentato le sue proposte. Dare l’ok all’unanimità a un testo unico sarebbe un segnale importante. Siete pronti a votare con la maggioranza?
«È tutto prematuro. Ma sarebbe strano se il Parlamento non dovesse trovare una sintesi unanime contro l’antisemitismo. Che non è certo rappresentata dalle pdl della destra, che contengono aspetti penali inaccettabili. Per questo dobbiamo, su questo tema, metterci tutti in cammino».
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