Orban unico presente
Firmato a Davos il Board of Peace senza i leader europei, Trump stuzzica: “La ricostruzione di Gaza qualcosa di grandioso, tutti vogliono far parte del Consiglio…”
Firmato a Davos, dove è in corso il World Economic Forum e in giornata sono attesi gli intervenuti del presidente ucraino Volodymyr Zelensky e del magnate Elon Musk, lo Statuto del Board of Peace di Gaza. Presenti con Donald Trump i 20 rappresentanti dei Paesi che hanno aderito al Consiglio, tra questi l’unico leader europeo è Viktor Orban, primo ministro ungherese. Sul palco anche il presidente argentino Javier Milei, il primo ministro armeno Nikol Pashinyan, il presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev, il primo ministro della Bulgaria Rosen Zeljazkov, il presidente indonesiano Prabowo Subianto e l’ex premier britannico Tony Blair che fa parte del comitato esecutivo.
“E’ una giornata molto emozionante e tutti vogliono far parte” del Board ha detto Trump, lanciando forse una provocazione a leader europei che al momento tentennano. Il presidente Usa ha fatto sapere che il Consiglio per la pace collaborerà con “molti altri, tra cui le Nazioni Unite”. Poi l’annuncio ad effetto: “Abbiamo posto fine a 8 guerre, un’altra finirà presto”, in riferimento a quella in corso da quasi 4 anni in Ucraina. “Pensavo fosse facile ma non è stato così ma risolveremo presto” assicura.
Tornando a Gaza, Trump spiega che la guerra tra Israele e Hamas “sta andando verso la conclusione” al momento “ci sono ancora piccole schermaglie, piccolo focolai. Se Hamas abbandona le armi sarà la fine della guerra”, ha aggiunto ma “se non lo farà sarà la sua fine”. Trump ha poi sottolineato che la ricostruzione della Striscia “sarà qualcosa di grandioso” e ha esortato Hamas a restituire le spoglie dell’ultimo ostaggio israeliano ancora nel territorio palestinese. A presentare una sorta di progetto per la futura Gaza è Jared Kushner, genero di Trump, tra i fautori dell’accordo di pace tra Israele e Hamas. Su un grande schermo è stata prima proiettata una mappa della Striscia con le infrastrutture previste e poi delle immagini di ‘New Gaza’ e ‘New Khan Younis’ che mostrano città futuristiche con numerosi grattacieli simili a Dubai e Doha.
Il Board of Peace “non è solo un Consiglio di Pace ma è un Consiglio di Azione” ha spiegato il segretario di Stato americano, Marco Rubio, nel suo intervento dopo la cerimonia di firma al Forum di Davos. Rubio ha ringraziato tutti i leader presenti. Dopo il discorso di Rubio, è stato trasmesso un breve videomessaggio di Ali Shaat, il tecnocrate palestinese incaricato di gestire la ricostruzione di Gaza, che ha ringraziato a sua volta Trump. Sempre nel corso della cerimonia per il Board of Peace è stata annunciata la riapertura del valico di Rafah, tra Egitto e la Striscia di Gaza, in programma la prossima settimana.
Chi sono i 20 rappresentati dei Paesi che hanno aderito al Board of Peace? Tra loro figurano leader e rappresentanti di Mongolia, Uzbekistan, Emirati Arabi Uniti, Turchia, Arabia Saudita, Qatar, Paraguay, Pakistan, Kosovo, Kazakistan, Giordania, Indonesia, Ungheria, Bulgaria, Azerbaigian, Armenia, Argentina, Marocco e Bahrein.
Fa discutere, al momento, l’assenza nel Board dei principali leader europei. La premier Giorgia Meloni, intervenuta a Porta a Porta, ha spiegato che per un’eventuale adesione dell’Italia al Board of Peace per Gaza “serve più tempo”. La presidente del Consiglio ha chiarito che “la posizione dell’Italia è una posizione d’apertura”, ma “c’è per noi un problema costituzionale di compatibilità, perché dalla lettura dello Statuto è emerso che ci sono alcuni elementi che sono incompatibili con la nostra Costituzione e questo non ci consente di firmare sicuramente domani”. La mancata partecipazione dell’Italia al Board of Peace era stata concordata da Meloni con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
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