Quattro anni dall'invasione russa
I riformisti italiani si ritrovano sotto le bandiere gialle e blu
Delegazione di Azione a Kyiv. La dem Picierno a Odessa. In piazza anche i Libdem. Oggi la celebrazione al Senato con Fazzolari e Guerini. Assenti Lega, M5S e Avs
Oggi una parte della politica italiana inneggia all’eroica resistenza dell’Ucraina. Una delegazione di Azione è arrivata domenica a Kyiv per manifestare solidarietà e pieno appoggio. I primi ad arrivare nella capitale ucraina sono stati Carlo Calenda, Ettore Rosato, Federica Onori e Francesca Scarpato, vicesegretaria del partito. Con loro anche il videoblogger Ivan Grieco. È lui a raccontarci in tempo reale, da Kyiv: «Appena arrivati ci ha accolto un bombardamento con centinaia di droni e missili balistici, c’è stato un morto. Gli allarmi sono suonati subito, ora vediamo domani (oggi per chi legge, ndr). Saremo in piazza con Zelensky, senza paura. Gli ucraini vanno avanti con il pieno delle forze, vogliono che torni la pace ma senza alcuna concessione ai russi».
Calenda, in visita a Kyiv nei giorni successivi ai bombardamenti russi sull’area est della capitale, descrive una città allo stremo: «Mi trovo nel lato est di Kyiv dove l’altra notte i russi hanno bombardato gli impianti elettrici». Denuncia la disinformazione filtrata in Italia e richiama alla necessità di una posizione più netta: «Dovremmo farlo anche noi». Rispondendo alle accuse di pragmatismo formulate da Nicola Fratoianni, ribatte: «Io so benissimo dove stare. Con gli ucraini che si difendono dall’aggressore fascista». Racconta la partecipazione a un incontro contro la propaganda russa e richiama un report dei Servizi ucraini: «La propaganda russa nei Paesi europei non è cessata». Sottolinea la determinazione degli ucraini: «Sono molto determinati ad andare avanti fino al cessate il fuoco di Putin».
I riformisti italiani si ritrovano sotto le bandiere gialle e blu del martoriato Paese centroeuropeo. Pina Picierno, leader naturale dei riformisti dem, era domenica a Chișinău, capitale della Moldavia, e da ieri è a Odessa. Avrebbe voluto raggiungere Kyiv ma la logistica, perdurando i bombardamenti, non lo consente. Ha parlato con Metsola per dirle che si sarebbero in qualche modo divise le due grandi piazze: la Presidente del Parlamento europeo nella capitale e la vicepresidente, Picierno, a Odessa. Dove incontra una delegazione di italiani legati a Europa Radicale tra cui Marco Taradash e Federica Valcauda. Ma c’è anche Gianni Vernetti, già sottosegretario agli Esteri, responsabile Esteri del Partito Democratico Europeo e coordinatore dell’Alleanza dei Democratici. Oggi anche a Roma le istituzioni renderanno omaggio al coraggio degli ucraini. Lo farà il Senato con una celebrazione, alle 16 in sala Zuccari, con il senatore Marco Lombardo di Azione, Gianbattista Fazzolari di FdI e Lorenzo Guerini, ex ministro della Difesa, per il Partito Democratico.
Il Partito Liberaldemocratico di Luigi Marattin, dal lato suo, è stato attivo nelle piazze italiane, dalla manifestazione di Bologna a quella di Roma, insieme a +Europa, Radicali Italiani, Forza Italia e singoli militanti del Pd. Prende forma, con l’urgenza di opporsi alla guerra ibrida di conquista russa dell’Europa, un polo riformista ampio che va dai riformisti dem ai liberali di FI e che vede del tutto assenti dall’omaggio pubblico la Lega, i 5 Stelle e Avs, evidentemente a disagio quando si tratta di dare forza al fronte che si oppone a Putin.
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