IA e The Jackal guardano il Festival Btinkeeng partner tecnologico

Dal 1951 ad oggi l’appuntamento con il Festival di Sanremo scandisce il calendario degli italiani, che negli ultimi anni sempre con più entusiasmo e fermento seguono le esibizioni canore. Basti pensare che il numero medio di spettatori della passata edizione è stato pari a 12 milioni. Quest’anno agli spettatori “umani” si aggiungeranno anche agenti artificiali, tra questi la redazione Sanremo AI Lab, progetto sviluppato dalla società Btinkeeng, partner tecnologico dei The Jackal, per simulare le dinamiche decisionali della critica nel contesto del Festival. Antonio De Girolamo, Direttore Area Industria e Ricerca & Innovazione di Btinkeeng, tra gli ideatori del progetto, racconta come nasce l’esperimento creativo e tecnologico.

Cosa succede se si lasciano tre IA a guardare Sanremo?
«Succede qualcosa di molto simile a quello che avviene in una vera redazione. Le tre Intelligenze Artificiali non si limitano a “guardare” il Festival, ma lo interpretano, lo discutono e lo trasformano in contenuti. In tempo reale producono commenti, pagelle, meme e analisi critiche, trasformando ogni esibizione in un insieme strutturato di materiali pronti per la pubblicazione. È come avere una redazione sempre attiva, capace di reagire istantaneamente a ciò che accade sul palco. L’obiettivo non è prevedere il vincitore, ma ricostruire il processo critico: come si formano le opinioni, dove emergono convergenze e dove nascono divergenze. Il risultato è una lettura nuova e trasparente del Festival, costruita mentre l’evento accade».

Com’è stato progettato un sistema di Intelligenza Artificiale multi-agente, in cui ogni soggetto rappresenta una diversa sensibilità critica?
«Il sistema è basato su un’architettura multi-agente in cui più Intelligenze Artificiali lavorano in parallelo, coordinate da un framework di orchestrazione avanzato. Tutto parte dalla raccolta di dati in tempo reale, testi, immagini, video e contesto, che vengono trasformati in una base di conoscenza condivisa. Su questa base operano diversi modelli linguistici, ognuno configurato con un ruolo e una sensibilità specifica: c’è chi privilegia l’analisi musicale, chi la dimensione pop o virale. In questo modo, il sistema riesce a restituire uno sguardo plurale e sfaccettato, proprio come avviene in una redazione umana».

Che caratteristiche hanno gli agenti del Sanremo AI Lab?
«Ogni agente è stato progettato come una vera e propria “persona”, con una voce, un punto di vista e una sensibilità distinti. Ci sono tre figure principali: Critic, che lavora sull’analisi musicale e sul posizionamento culturale; Press, che intercetta ciò che può diventare trend, virale o “radiofonico”; e Tabloid, che osserva la dimensione visiva, gli outfit e i momenti più televisivi. A tenere insieme tutto c’è un agente Moderatore, che non si limita a raccogliere i pareri: li mette in relazione, fa emergere i contrasti, provoca quando serve e costruisce un dialogo credibile, proprio come accade in una redazione o in un salotto TV. Questa dinamica è ciò che permette al sistema di simulare la soggettività e la pluralità di prospettive tipiche del commento umano».

Qual è il processo con cui avviene il confronto e il dialogo tra gli agenti durante le esibizioni? E in che modo il moderatore gestisce il flusso delle conversazioni?
«Il processo avviene in due fasi. Nella prima, gli agenti analizzano lo stesso artista in parallelo, mantenendo ciascuno la propria prospettiva. Nella seconda fase interviene un agente moderatore, che raccoglie i contributi e li trasforma in una conversazione coerente e dinamica. Il suo ruolo non è solo aggregare, ma anche mettere in evidenza punti di accordo e di contrasto, costruendo una narrazione editoriale completa. Il risultato è un formato che può essere utilizzato direttamente per contenuti social, editoriali o audio».

Btinkeeng è partner tecnologico dei The Jackal. Il gruppo dei comici come darà voce agli output prodotti dalla redazione multi-agente?
«I The Jackal porteranno gli output della redazione multi-agente direttamente sui loro social, trasformandoli in contenuti con il loro stile unico. In particolare, ogni sera sarà pubblicata una pagella dedicata ad alcuni artisti in gara. Da lì, il racconto continuerà anche sui nostri social, dove sarà possibile scoprire più da vicino cosa succede dietro le quinte. Non vogliamo spoilerare troppo: il bello sarà seguirlo in tempo reale, mentre prende vita online».

L’architettura è progettata per essere ricalibrata su qualsiasi evento che generi un flusso di dati in tempo reale?
«Sì, ed è uno degli aspetti più importanti del progetto. L’architettura è modulare e può essere adattata a qualsiasi evento che generi contenuti in tempo reale, dal Festival di Sanremo a eventi sportivi, conferenze o lanci di prodotto. La struttura resta la stessa, ma possiamo ridefinire le personalità degli agenti, i criteri di analisi e i formati di output in base al contesto».

La società Btinkeeng si definisce azienda AI‑first: quanto conta il fattore umano?
«Il fattore umano è centrale. Anche se il sistema è basato sull’Intelligenza Artificiale, l’obiettivo non è sostituire lo sguardo umano, ma amplificarlo. Sanremo è prima di tutto un grande momento collettivo, fatto di opinioni, discussioni e interpretazioni diverse. Il progetto nasce proprio per simulare queste dinamiche e trasformarle in un racconto strutturato e continuo. In questo senso, l’Intelligenza Artificiale diventa uno strumento editoriale che affianca pubblico, media e creator, aiutandoli a leggere il Festival da prospettive diverse e a generare nuove forme di narrazione in tempo reale».