La Commissione Affari costituzionali del Senato ha deciso di adottare un testo base per il contrasto all’antisemitismo, con l’obiettivo di accelerare l’iter legislativo e giungere presto a una legge condivisa.
La decisione arriva in un contesto in cui, oltre ai quattro ddl iniziali presentati da Lega, Forza Italia, Italia Viva e Graziano Delrio (Pd), si sono aggiunti altri tre testi di Fratelli d’Italia, M5S e Noi Moderati e, nei prossimi giorni, un ottavo disegno di legge potrebbe essere depositato dal Pd. La Commissione ha votato tra due opzioni: procedere con l’adozione di un testo base o costituire un Comitato ristretto per elaborare un testo unificato. Il centrodestra e Italia Viva hanno prediletto la prima opzione, mentre Pd, M5S e Alleanza Verdi-Sinistra si sono dichiarati contrari.
Secondo quanto stabilito, la discussione generale sul testo base si aprirà il 27 gennaio, Giorno della Memoria, mentre la conclusione del dibattito potrebbe arrivare il 5 febbraio, con possibilità di presentare emendamenti fino al 10 febbraio. La senatrice di Noi Moderati, Mariastella Gelmini, ha commentato: “Su un tema come questo servono unità e massima condivisione, bisogna essere celeri, quindi basta divisioni. Lavoriamo insieme, in maniera trasversale, senza dilazioni né incertezze”, sottolineando l’importanza di procedere rapidamente.
Per il senatore dem Graziano Delrio, la scelta del testo base rappresenta un passo avanti: “L’adozione di un testo, qualunque sarà, è positiva perché il Parlamento assume la necessità di fare una legge e con tempi certi. Io avrei preferito tempi più rapidi, ma intanto è stato fatto un passo avanti”. Delrio ha anche ricordato le polemiche relative alla definizione di antisemitismo proposta dall’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto, sottolineando che “il Parlamento non deve guardare alle procedure interne, ma a chi soffre e subisce discriminazioni”. L’assemblea dei senatori del Pd è convocata per questa mattina, proprio per discutere il provvedimento. Secondo il senatore di Italia Viva, Ivan Scalfarotto, “bene la decisione della Commissione di procedere con tempi certi e rapidi verso l’approvazione di una legge sull’antisemitismo che sia ‘alta’ e condivisa. Non riusciremo ad arrivare in Aula per il 27 gennaio, ma in quella data la Commissione adotterà il testo base e aprirà la discussione generale. Il crescente fenomeno dell’antisemitismo suscita gravissime preoccupazioni e il Parlamento deve dimostrarsi all’altezza della situazione”.
Il senatore di Azione, Marco Lombardo, ha accolto con favore l’avvio del procedimento, ma ha espresso critiche sulla lentezza rispetto all’urgenza del provvedimento: “Il Senato non sarà in grado di votare un testo unanime entro il 27 gennaio, un vero peccato perché sarebbe stato un segnale politico importante di unità. Sarebbe stato un messaggio forte per la comunità ebraica, davanti alla recrudescenza di atti di antisemitismo”. Lombardo ha però apprezzato il fatto che, almeno, la discussione in Senato avrà tempi certi, evitando ulteriori rinvii.
Diversa la posizione di Alleanza Verdi-Sinistra, rappresentata dal capogruppo Peppe De Cristofaro, che ha scelto di non presentare alcun testo: “Non per scarso interesse, ma perché le leggi vigenti, a partire dalla legge Mancino, sono adeguate a contrastare l’antisemitismo e tutte le forme d’odio. Probabilmente la Commissione adotterà il testo presentato dalla Lega, una scelta strumentale, visto che qualche anno fa proprio la Lega chiedeva l’abrogazione della legge Mancino. Questo spiega da solo la strumentalità di quanto sta accadendo”.
L’adozione del testo base rappresenta un momento cruciale per il Parlamento, in cui emergono con forza due esigenze: la necessità di una legge condivisa e incisiva e la velocità dell’iter legislativo. Tra appelli all’unità, preoccupazioni sulla tempistica e dibattiti sulla definizione di antisemitismo, il ddl continua a essere al centro del confronto politico in vista di una legge che il Paese attende da tempo.
