“Con profondo dolore l’Azienda Ospedaliera dei Colli comunica che questa mattina, sabato 21 febbraio 2026, il piccolo paziente sottoposto a trapianto in data 23 dicembre 2025 è deceduto a seguito di un improvviso e irreversibile peggioramento delle condizioni cliniche. La Direzione Strategica, insieme a tutti i professionisti sanitari e non, esprime il più sentito cordoglio e si stringe con rispetto e commossa partecipazione alla famiglia in questo momento di immenso dolore”. Così in una nota l’Azienda ospedaliera dei Colli, di cui fa parte l’ospedale Monaldi, annuncia il decesso del piccolo Domenico, che aveva poco più di due anni.

Il bambino, al quale è stato trapiantato un cuore “bruciato”, è deceduto poco dopo le 9 di questa mattina. Un primo arresto cardiocircolatorio si è verificato intorno alle 5.30. Ieri la decisione dei medici e della famiglia della pianificazione condivisa delle cure che prevede non ci sia accanimento terapeutico.

Con la morte del piccolo Domenico si aggrava la posizione dei sei sanitari indagati dalla procura di Napoli. L’accusa passa da lesioni colpose gravi ad omicidio colposo. Nelle prossime ore l’autorità giudiziaria disporrà l’autopsia dopo il trapianto fallito lo scorso 23 dicembre. Il piccolo è rimasto in coma fino alle prime ore di stamattina. In questi due mesi è stato tenuto in vita solo grazie all’Ecmo.

“Mi hanno chiamata stanotte, verso le 4, dicendomi che la situazione stava peggiorando, perché la macchina, l’Ecmo, stava iniziando a rallentare. Sono rimasta fino all’ultimo, fino a quando si è spenta la macchina. Ed è finita”. Sono le parole, a ‘Mi Manda Rai Tre’, di Patrizia Mercolino, la mamma del piccolo Domenico.

Redazione

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