Politica
La Ragioneria stoppa il congedo paritario, arriva la bollinatura per il dl Sicurezza
Dopo i rilievi sulle coperture, è stata bocciata la proposta di legge delle opposizioni per i papà. Il viceministro Sisto: «Nessuno scudo penale, ma un filtro tecnico». Giovedì Cdm sul decreto fiscale
Negli equilibri della politica, spesso il confine tra priorità dichiarate e scelte effettive si misura nei numeri della Ragioneria generale dello Stato. È quanto sta accadendo in queste ore attorno alla proposta di legge sul congedo parentale paritario, mentre sullo sfondo il governo porta avanti il decreto Sicurezza e si prepara a un nuovo Consiglio dei ministri. Due piani diversi, ma un medesimo crocevia: quello delle coperture e delle scelte politiche.
La proposta unitaria delle opposizioni – volta a equiparare i mesi di sospensione dal lavoro tra madri e padri e ad aumentare l’indennità dall’80% al 100% – si è arenata davanti al giudizio tecnico della Ragioneria. Nella relazione si legge che “la copertura risulta inidonea” e che il testo “non può essere verificato positivamente”. Un passaggio che, di fatto, prefigura la bocciatura del provvedimento in Aula alla Camera, dove era approdato per la discussione generale.
Le opposizioni parlano di scelta politica mascherata da rilievo tecnico. La deputata del Movimento 5 Stelle, Gilda Sportiello, accusa la maggioranza di “nascondersi” dietro la Ragioneria, evocando un precedente simile sulla settimana corta e denunciando una contraddizione: da un lato la retorica sulla natalità, dall’altro la chiusura su una misura strutturale a sostegno della genitorialità condivisa. Secondo questa lettura, il congedo paritario rappresenterebbe un passo in avanti verso standard europei più avanzati, oltre che un investimento culturale sulla redistribuzione del lavoro di cura.
Diversa la posizione della maggioranza. Il presidente della Commissione Lavoro della Camera, Walter Rizzetto, sottolinea come fosse stato chiesto di attendere prima di portare il testo in Aula, proprio per approfondire il nodo delle coperture. Il tema, afferma, è importante e già oggetto di interventi nelle ultime Leggi di Bilancio; si potrebbe ragionare su un ampliamento delle “premialità”, ma dentro un percorso compatibile con i vincoli finanziari. In altre parole, nessuna chiusura di principio, ma la necessità – rivendicata – di non prescindere dalla sostenibilità economica.
Il ruolo della Ragioneria torna centrale anche su un altro dossier, di segno differente: il decreto Sicurezza, approvato dal Consiglio dei ministri il 5 febbraio, è stato “bollinato”, cioè ha ottenuto il via libera tecnico-contabile. Un passaggio che certifica la tenuta delle coperture e consente al provvedimento di procedere nel suo iter. Qui il percorso appare più lineare, segno che quando la volontà politica e l’impianto finanziario convergono, i tempi si accorciano.
Nel decreto Sicurezza si è acceso anche un dibattito sul presunto “scudo penale” per le Forze dell’ordine. Il viceministro alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto, ha escluso questa interpretazione, parlando piuttosto di un “filtro tecnico” prima dell’iscrizione nel registro degli indagati: uno strumento che consentirebbe una verifica preliminare in presenza di possibili cause di giustificazione, senza eliminare le indagini né creare corsie preferenziali. Intanto il governo si prepara a un nuovo Consiglio dei ministri, convocato per giovedì alle 11.30. All’ordine del giorno potrebbe figurare un decreto fiscale, con l’ipotesi di sospendere il contributo da due euro sui piccoli pacchi extra Ue introdotto con la Legge di Bilancio. Un ulteriore tassello che conferma come la partita delle risorse sia continua e trasversale: dalla sicurezza al fisco, dal sostegno alle famiglie alla regolazione dei mercati.
La vicenda del congedo paritario, dunque, non è solo un confronto tecnico sulle coperture, ma uno specchio delle priorità che orientano l’azione pubblica. Ogni scelta di bilancio è anche una scelta di valore: stabilisce cosa viene prima e cosa può attendere. Tra esigenze di equilibrio finanziario e domande di equità sociale, la politica è chiamata a esplicitare le proprie gerarchie. Perché dietro ogni “bollinatura” o rilievo negativo non ci sono soltanto numeri, ma una precisa idea di Paese e di futuro.
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