Lo scenario
La mossa Vannacci che divide la destra e il ruolo di anarchici e black bloc: Putin alla finestra
Sarebbe un grave errore dare un’interpretazione provinciale a quello che sta avvenendo in Italia. Il mondo è in fiamme e le grandi potenze si scontrano o trattano. Putin sta conducendo una guerra ibrida con molti mezzi, a partire dall’uso politico di Internet. Un altro mezzo è stato la cleptocrazia: gli oligarchi sono stati sguinzagliati per l’Europa a comprare di tutto, dalle squadre di calcio, agli ambasciatori e agli addetti militari, ai leader politici, a interi partiti, ai giornali. Adesso ci è più chiaro che le cose non si sono fermate lì. Epstein non era solo un pedofilo che forniva ragazze ad amici altolocati; sicuramente era connesso ai Servizi russi ed era penetrato profondamente nel mondo anglosassone, perfino nella Corte d’Inghilterra. Non sapremo mai se questo avrà una capacità di condizionamento nei confronti di Trump, il cui comportamento sull’Ucraina è stato finora sconcertante.
Putin si è occupato molto sia dell’Europa che dell’Italia. Alle origini, sia Meloni sia Salvini erano ferventi putinisti. A un certo punto, però, quando rappresentava l’unica opposizione del governo Draghi, Meloni si è staccata nettamente dal putinismo e ha conquistato la sua successiva leadership del centrodestra diventando atlantista, europeista a modo suo e fortemente filo-Ucraina. Al contrario, Salvini e Conte sono sempre stati filo-putinisti. Però il segretario della Lega, agli occhi di Putin, è stato come un cane che abbaia senza mordere, per cui ha finito per votare tutti i provvedimenti sull’Ucraina preparati da Meloni, Tajani e Crosetto.
Di qui una prima mossa. A Salvini è stato chiesto l’ingresso politico in campo di Vannacci, già a suo tempo addetto militare dell’Ambasciata italiana in Russia. Il Generale si è subito qualificato su posizioni di estrema destra, che coinvolgevano anche quella parte di An che non aveva condiviso la svolta di Fiuggi. L’Italia – per un verso Mattarella, per altro verso Meloni – è piaciuta sempre meno a Putin, e i suoi comunicatori lo hanno detto in tutte le salse. La mossa Vannacci è una pistola puntata non a salve contro l’attuale centrodestra, il suo atlantismo più coerente di quello di Trump, il suo europeismo. Alla fine per Putin può anche andar meglio un confusionario campo largo nel quale hanno grande spazio neutralisti, filo-palestinesi, pacifisti contrari all’Ucraina, antisionisti al limite dell’antisemitismo, come Schlein, Bettini, Boccia, per non parlare di Fratoianni, di Bonelli e di Conte (che è quello che la sa più lunga di tutti).
Ecco perché sarebbe sbagliato sottovalutare la portata della mossa di Vannacci, così come ritenere che sul terreno dell’ordine pubblico gruppi come quello di Askatasuna, degli anarchici, dei pro-Pal si muovono senza alcun retroterra internazionale. Chi crede che i black bloc vengano dal cielo e che non siano mossi nel quadro di un’operazione di destabilizzazione, un giorno in Francia e un altro giorno in Italia, o è in malafede o è un ingenuo. Che in geopolitica è peggio di un criminale.
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