L’aeroporto internazionale Diori Hamani di Niamey, capitale del Niger, la scorsa settimana è stato attaccato da un numeroso gruppo di uomini armati che hanno preso di mira anche la base militare che si trova nell’area est. Qui ci sono anche circa 250 uomini delle forze armate italiane all’interno della missione Misin (Missione Bilaterale di Supporto al Niger), che non hanno riportato danni in questo attacco rivendicato dai jihadisti aderenti allo Stato Islamico del Grande Sahara, la versione locale dell’Isis.
La Base 101 è un obiettivo primario per i terroristi visto che ospita sia il quartier generale delle Forze Unificate anti-jihadiste create dall’Alleanza del Sahel (AES) composta da Niger, Burkina Faso e Mali, sia soprattutto i mercenari russi dell’ex Wagner Group che da tempo hanno preso il posto degli americani in questo determinate hub strategico. Il ministro della Difesa della giunta militare al potere in Niger, il generale Salifou Modi, ha dichiarato che almeno 20 “mercenari” sono stati neutralizzati e altri 11 sono rimasti feriti, la maggior parte dei quali gravemente, mentre non si sarebbero registrate perdite tra le Forze di Difesa e Sicurezza nigerine.
Il responsabile della difesa di Niamey li ha definiti mercenari perché, nonostante la rivendicazione dello Stato Islamico, secondo lui i mandanti sarebbero la Francia, il Benin e la Costa d’Avorio. Il capo della giunta, il generale Abdourahamane Tiani, ha infatti dichiarato: “Ricordiamo agli sponsor di questi mercenari, come Emmanuel Macron, Patrice Talon, Alassane Ouattara (presidenti di Francia, Benin e Costa d’Avorio): li abbiamo sentiti abbaiare abbastanza. Che si preparino a sentirci ruggire”.
Parigi ed Abijan hanno evitato di rispondere, mentre il portavoce del governo beninese, Wilfried Leandre Houngbedji, ha replicato che Tiani è l’unico a credere a queste sciocchezze. Il ministro nigerino ha aggiunto che durante la ritirata, gli aggressori hanno sparato indiscriminatamente, causando ingenti danni materiali, tra cui la distruzione di un deposito di munizioni che ha preso fuoco e danni a tre aerei civili parcheggiati sulla pista dell’aeroporto ed ha concluso il suo discorso ringraziando le forze militari russe dell’Africa Corps per il loro intervento decisivo nel respingere l’assalto di due notti fa.
Alla Base 101 da inizio dicembre c’è un carico di 1000 tonnellate del cosiddetto yellowcake (concentrato di uranio), dal valore stimato di 300 milioni di euro che è al centro della contesa con l’azienda francese Orano (ex-Areva). L’uranio nigerino è stato fondamentale per lo sviluppo nucleare della Francia e dall’arrivo della giunta militare vicina alla Russia questo commercio si è arrestato. Il governo di Niamey accusa questa azienda di essere in debito per quasi 90 milioni di euro e non vuole più lavorare con i francesi. Stando a quanto scritto da Le Monde proprio Mosca sarebbe l’acquirente di questo carico da 300 tonnellate, ma sia la Russia che il Niger hanno sempre ufficialmente negato. Il processo di consegna sarebbe già iniziato con un ponte aereo, evitando il passaggio terrestre su aree sotto controllo del terrorismo internazionale, che non vedrebbero l’ora di metter ele mani su un carico così prezioso.
