Merano WineFestival 2025: la nuova era dei “Wine & Food Creators”

Il Merano WineFestival ha chiuso l’11 novembre la sua 34ª edizione, riportando per cinque giorni il Kurhaus al centro dell’eccellenza enogastronomica internazionale. Dal 7 all’11 novembre, il tema “VISION. Wine & Food Creators” ha guidato una manifestazione che ha messo in luce il ruolo innovativo e creativo di produttori, chef, artigiani del gusto e visionari del settore, in un momento storico segnato da cambiamenti profondi: calo dei consumi, nuovi stili di vita, sfide ambientali e crescente competizione globale. «Fin dal 1992 il nostro obiettivo non è mai stato rincorrere le mode, ma anticipare le trasformazioni del mondo del vino e del gusto», ha ricordato Helmuth Köcher, fondatore della manifestazione. Negli anni, il Festival ha infatti anticipato temi come la viticoltura biologica e biodinamica (2005), i vini no e low alcol (2017) e l’urgenza del cambiamento climatico (2018). «Oggi più che mai il settore deve mettersi in discussione: solo un confronto aperto può guidare la nuova era del vino e del cibo», ha aggiunto Köcher.

TasteTerroir – bio&dynamica: il debutto dell’edizione 2025

La 34ª edizione si è aperta venerdì 7 novembre con TasteTerroir – bio&dynamica, giornata dedicata alla viticoltura etica e sostenibile, ai vini biologici, biodinamici, Piwi, underwater e in anfora. In serata, al Teatro Puccini, si è svolta la cerimonia dei WineHunter Award Platinum, massimo riconoscimento della guida The WineHunter, curata da 14 commissioni di assaggio coordinate da Helmuth Köcher. Sono stati assegnati complessivamente 77 Award Platinum, di cui 50 ai migliori vini, 25 ai migliori prodotti gastronomici e 2 ai migliori distillati artigianali. Primato della Toscana con 10 Award Platinum, a seguire Alto Adige e Lombardia con 8 Award Platinum e il Piemonte con 7 Award Platinum. Per la Campania sono saliti sul podio Marisa Cuomo con il Ravello Costa d’Amalfi Rosso Riserva DOC 2021 e Terre Stregate con il Cara Cara Beneventano IGT 2020. A seguire, sono stati consegnati i riconoscimenti ai dieci Cult Oenologist: Franco Bernabei, Nicola Biasi, Giuseppe Caviola, Stefano Chioccioli, Riccardo Cotarella, Luca D’Attoma, Emiliano Falsini, Carlo Ferrini, Donato Lanati e Vincenzo Mercurio. Anche quest’anno la GourmetArena ha offerto un percorso gastronomico di altissimo livello. Le commissioni The WineHunter Award hanno selezionato durante tutto l’anno salumi, formaggi, dolci, distillati, birre e prodotti innovativi, proponendo il meglio dell’artigianalità italiana. L’area Territorium & Consortium ha ospitato, tra le altre, le eccellenze della Campania.

La Campania, una presenza sempre più solida

Particolarmente significativa è stata la partecipazione della Campania che dal 2007 è presente a Merano e oggi conta oltre 50 aziende tra vino e gastronomia. Tredici realtà hanno trovato spazio nell’area culinaria; la regione è stata presente inoltre con l’enoteca regionale. Fuori dal Kurhaus, nello spazio esclusivo di “Casa Campania”, i quattro Consorzi di tutela vino si sono presentati uniti in un progetto corale di valorizzazione e promozione del territorio grazie al finanziamento regionale nell’ambito della misura SRG10 del CSR Campania con l’obiettivo di rafforzare l’identità e la riconoscibilità dei vini campani a Indicazione Geografica, consolidando il legame tra produttori, operatori di settore e consumatori. Una partecipazione che conferma la vitalità della regione e la sua capacità di coniugare tradizione, innovazione e identità territoriale. Nello spazio CampaniaFelix, coordinato da Dante Del Vecchio, si sono alternati ospiti d’eccezione: Antonio Tubelli, storico della cucina napoletana; Tiziano Palatucci, Alberto Toè e Giorgia Compagnoni di Castel Badia Dolomiti; Carlo Scutiero de La Smorfia di Merano; Nina Gabuldani e Misha Avsajanishvili, esperte di cucina georgiana; Lino Scarallo, chef di Palazzo Petrucci a Napoli; Peppe Aversa, chef del ristorante Il Buco 1 Stella Michelin a Sorrento; chef Angelo D’Amico della Locanda Radici di Melizzano (BN); chef Umberto De Martino e i ragazzi dell’Istituto Alberghiero “G. Marconi” di Vairano Scalo (CE). Parallelamente, l’Hotel Terme Merano ha ospitato 31 masterclass che hanno attraversato regioni, paesi e filosofie produttive: dai grandi bianchi della Campania alle verticali di Trebbiano Spoletino, dai vini della Costa Toscana a quelli croati del Quarnaro, dai racconti della Georgia e della Grecia agli approfondimenti su Alto Adige, Sardegna, Franciacorta, Veneto e Moldavia. Fra gli appuntamenti più intensi, la verticale dedicata ad Ampelio Bucci ha omaggiato uno dei grandi interpreti del Verdicchio italiano, mentre le degustazioni dedicate ai vini affinati underwater hanno offerto uno sguardo su tecniche che guardano al futuro.

La novità: l’app per acquistare i vini in degustazione al merano winefestival

Una delle novità più apprezzate è stata l’introduzione dell’app che ha permesso, per la prima volta nella storia del Merano WineFestival, di acquistare i vini in degustazione direttamente dal proprio smartphone. Grazie alla collaborazione con la piattaforma Most’, i visitatori hanno potuto inquadrare con l’app il QR code esposto sul banco di ciascun produttore, aggiungere i vini al carrello e concludere l’acquisto a fine giornata con un solo ordine e una sola spedizione. Una soluzione che ha reso l’esperienza ancor più immediata e moderna, rispondendo alla crescente richiesta di un’interazione digitale semplice e veloce.

Business e internazionalizzazione

Il Merano WineFestival ha confermato anche la sua vocazione internazionale attraverso il WineHunter Buyers’ Club e la ICE Buyers Area, realizzata con l’Agenzia ICE. In questi spazi, produttori e buyer hanno avuto l’occasione di confrontarsi sulle dinamiche dei mercati globali e sulle prospettive dei vini del futuro, mentre nel Summit si è discusso delle strategie necessarie per affrontare la nuova competizione internazionale.

Gli eventi speciali dell’edizione

Gli eventi speciali hanno scandito il ritmo del Festival: la presentazione della Guida ViniBuoni d’Italia 2026 ha aperto la giornata di sabato al Teatro Puccini, seguita dalla tradizionale sciabolata sul Ponte Lenoir che ha simbolicamente inaugurato la 34ª edizione. Lunedì, l’Hotel Terme Merano ha accolto la cerimonia del 31° Premio Godio, che ha reso omaggio agli chef capaci di interpretare il gusto con visione e passione. La chiusura dell’11 novembre è avvenuta sotto il segno dell’eleganza del Catwalk Champagne&More, che ha portato in degustazione oltre 120 etichette tra Champagne e le migliori interpretazioni italiane del metodo classico. In cinque giorni, la manifestazione ha raccolto 1300 aziende, offerto oltre duemila vini in degustazione e assegnato più di 4300 WineHunter Awards. Ha presentato 250 etichette nella WineHunter Area, 31 masterclass, dodici showcooking e nove talk, dimostrando ancora una volta la sua capacità di essere non solo una celebrazione dell’eccellenza, ma un vero e proprio laboratorio di idee che continua ad anticipare le direzioni del gusto contemporaneo.