È nata ufficialmente la “Fondazione Domenico Caliendo”, in memoria del piccolo che si è spento lo scorso 21 febbraio. La firma per la nascita della fondazione è stata apposta dalla mamma di Domenico, Patrizia Ercolino: “Abbiamo già raccolto più di 45mila euro. Colgo l’occasione per ringraziare tutte le persone che mi sono state vicine e che hanno contribuito. Piango perché mi ricordo che l’idea della Fondazione è nata quando dal lettino in terapia intensiva ho chiamato l’avvocato e gli ho detto che Domenico ci stava lasciando”.

Le parole dell’avvocato

L’avv. Petruzzi Francesco ci spiega che “la responsabilità ricade tutta su Napoli. È tutta dell’equipe partita da Napoli per andare a fare l’espianto, a partire dalla dott.ssa Farina, che ha rischiato di danneggiare l’organo anche in fase di espianto, aveva la responsabilità di controllare che tipo di ghiaccio fosse stato messo nella box, non se ne è accorta, pur vedendo che ghiaccio stavano versando, era lei che doveva sapere quale ghiaccio si doveva utilizzare. Non hanno mai verificato la temperatura durante il viaggio, né alla partenza né all’arrivo a Napoli, neanche dopo essere scesi dall’aereo”, prosegue l’avvocato: “Il Dott. Oppido ha eseguito la cardiectomia senza verificare l’integrità del cuore, cioè l’ha fatta prima che il cuore arrivasse in sala operatoria, hanno cercato di celare e di nascondere. Il Dott. Oppido ha fatto dei falsi in cartella clinica, quindi io devo solo pensare che qui si tratta di omicidio volontario e non quello colposo, attraverso il dolo eventuale su tutto quello che non è stato fatto, accettando il rischio che Domenico potesse morire, per celare gli errori o comunque i reati commessi nei 60 giorni successivi al trapianto fallito fino alla morte di Domenico. Essere un ottimo cardiochirurgo – prosegue Petruzzi – non vuol dire non essere un pessimo trapiantologo, purtroppo. Oggi risulta tra i sette iscritti nel registro degli indagati alla Procura di Napoli nell’ambito delle indagini dei Nas che devono far luce sulla vicenda”.

L’obiettivo della Fondazione

La fondazione, tiene a specificare l’avvocato “si occuperà di tutelare le vittime di malpractice medica, della colpa medica e dare la possibilità a queste persone di avere giustizia nei tribunali e quindi di poter garantire il gratuito patrocinio a tutte quelle famiglie che non potrebbero averne diritto, cioè che hanno un limite economico più alto. Oggi in Italia il gratuito patrocinio è accessibile a chi non supera i 12.600 euro di reddito: ma – conclude Petruzzi – comunque il gratuito patrocino non copre le spese relative ai consulenti di parte che hanno comunque un costo elevato”.

Luca D'Alessio

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