La possibile condanna per omicidio
Omicidio Charlie Kirk, i medici: “Il proiettile usato non corrisponde al presunto fucile”
Tyler Robinson è ancora sotto processo per l’omicidio dell’attivista e opinionista statunitense. Ecco cosa dicono i rapporti sulla sua arma da fuoco
Svolta importante nel caso dell’omicidio di Charlie Kirk. Secondo TMZ, nuovi documenti legali affermano che il proiettile che l’ha colpito non corrisponde al fucile del sospetto Tyler Robinson. Stando a quanto scritto in questi documenti, gli avvocati di Robinson sostengono che ci sia un’evidente discrepanza tra le prove balistiche e l’arma che i pubblici ministeri sostengono appartenga al loro assistito. Ora, Robinson sta affrontando molteplici accuse, tra cui omicidio aggravato e detenzione di arma da fuoco con l’intento di causare gravi lesioni personali. I difensori del presunto assassino, affermano che l’Ufficio per Alcool, Tabacco, Armi da fuoco e Esplosivi ha diramato un rapporto secondo cui l’ATF “non è stata in grado di identificare il proiettile recuperato dal fucile presumibilmente legato al signor Robinson.”
Poi continua: “Sebbene lo Stato non abbia indicato l’intenzione di presentare questo rapporto all’udienza preliminare, la difesa potrebbe benissimo decidere di offrire la testimonianza dell’ATF come prova di innocenza“. La difesa sostiene inoltre la presenza di ulteriori prove incomplete, e che fino a quando non riceveranno i file del caso e i test sull’arma da far analizzare ai propri esperti, non riterranno queste prove affidabili per poterle presentare in tribunale. I pubblici ministeri hanno già presentato 20 mila file, tra cui 31 ore di audio e più di 700 ore di video suddivisi in oltre 5 mila clip. Motivo per cui gli avvocati di Robinson hanno spinto perché il processo sia in diretta televisiva: “Mantenere i procedimenti giudiziari il più pubblici possibile aiuta a sedare e contraddire la marea di disinformazione“.
Robinson avrebbe confessato al padre di aver ucciso Charlie Kirk quel 10 settembre, nel campus della Utah Valley University, arrendendosi il giorno dopo nell’ufficio dello sceriffo della contea di Washington. Ora, è accusato di omicidio aggravato, e se la corte lo condannerà, pagherà con la pena di morte.
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