La scelta
Veneto, arrivano 210 milioni. La manovra alternativa con addizionale IRPEF ai redditi sopra i 50mila euro
C’è un modo di stare all’opposizione che consiste nel dire no. E c’è un modo che consiste nel dire “invece”. In Veneto, con incoraggiante nettezza, l’Intergruppo di minoranza in Consiglio regionale ha scelto la seconda strada: presentare una manovra alternativa a quella della Giunta, con numeri, coperture, destinazioni. Non uno slogan, ma un documento contabile. Non una protesta, ma un progetto.
La proposta ruota intorno a una scelta precisa: applicare un’addizionale IRPEF ai redditi sopra i 50.000 euro, con un impatto stimato di circa nove euro al mese per chi ne guadagna 55.000, generando 210 milioni di risorse fresche. Risorse che nella manovra alternativa trovano già una destinazione: politiche abitative, trasporto pubblico gratuito per gli studenti, contrasto ai PFAS, assistenza agli anziani, salute mentale. Si può essere d’accordo o in disaccordo con la ricetta. Ma il metodo merita attenzione, perché in una regione dove la maggioranza governa con margini amplissimi, il rischio permanente è che l’opposizione si riduca a mera protesta. Presentare un’alternativa strutturata costringe invece il dibattito a spostarsi alla sostanza: non più “noi contro voi”, ma “questo progetto confrontato all’altro”. È democrazia che funziona, indipendentemente da chi la pratica.
Il Veneto ha bisogno di questo salto. Ha bisogno che le scelte di bilancio vengano discusse nel merito e non ratificate per disciplina di coalizione. Ha bisogno che qualcuno ponga la domanda scomoda: il modello fiscale che ci siamo dati è ancora sostenibile, o stiamo semplicemente spostando i costi da una tasca all’altra? E suggerisca alternative possibili.
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