Le piccole e medie imprese venete sanno competere. Lo dimostrano i numeri dell’export, la tenuta dell’occupazione, la capacità di adattamento che ha attraversato crisi finanziarie, pandemia e shock energetici. Il problema non è il mercato. I numeri nazionali parlano chiaro: secondo il rapporto Confartigianato 2025, la pressione fiscale italiana ha raggiunto il 43,1% del PIL, quasi due punti sopra la media dell’Eurozona, il divario più ampio dell’ultimo decennio. Ma il dato più severo è quello della pressione reale, calcolata da Unimpresa includendo costi di compliance, tributi locali e oneri indiretti: supera il 47%, e arriva al 47,6% per chi opera nella piena legalità. Le PMI italiane spendono in media 5.200 euro l’anno solo per gli adempimenti fiscali ordinari — una tassa invisibile che non produce servizi, non genera infrastrutture, non finanzia innovazione.

Il Veneto non fa eccezione. Le imprese italiane pagano l’elettricità il 24,3% in più rispetto alla media UE, un divario che per le piccole aziende si traduce in 5,4 miliardi di costi aggiuntivi rispetto ai concorrenti europei. Il prezzo del gas, come segnala Confartigianato Verona, è salito a 46,4 euro al megawattora, con una revisione al rialzo del 56,6% rispetto alle previsioni di dicembre. Per le 35.700 imprese artigiane dell’edilizia veneta i rincari dei materiali si sommano: polistirolo per cappotti termici a +15%, lana di roccia fino a +30%, bitume a +20%. E poi c’è il sommerso. Il ventesimo rapporto Confartigianato certifica che 49.000 imprese artigiane venete, il 47% del totale regionale, subiscono quotidianamente la concorrenza di operatori irregolari. Nei servizi alla persona il tasso di lavoro nero raggiunge il 13,1%. Chi rispetta le regole compete ad armi impari con chi non paga contributi, non sostiene i costi della sicurezza.

La manovra nazionale ha offerto qualche segnale: il taglio dell’IRPEF dal 35 al 33% per i redditi fino a 50.000 euro, che in Veneto riguarda oltre 800.000 contribuenti, vale circa 400 euro l’anno per chi è al limite della fascia. La conferma della Nuova Sabatini sostiene gli investimenti. Ma il giudizio delle associazioni di categoria resta sospeso. Lo ha detto con chiarezza Gianluca Cavion, presidente di Confartigianato Vicenza: una manovra prudente, nella quale ha prevalso il rigore. Che tradotto nel linguaggio delle imprese significa: ci arrangiamo ancora un anno.