Si cammina per Milano e si attraversano vite di uomini. L’odonomastica — la scienza che studia i nomi delle strade — è uno specchio della memoria collettiva. E a Milano quello specchio restituisce un’immagine sbilanciata: su 4.480 tra vie e piazze, 2.677 sono dedicate a persone. Di queste, 2.523 portano nomi maschili. Soltanto 135 nomi femminili. Il cinque per cento.

Una parte significativa è intitolata a figure religiose — madonne, sante, beate — e solo due a scienziate: Marie Curie e Maria Gaetana Agnesi. La prima statua femminile della storia di Milano è stata inaugurata nel 2021 in piazza Belgioioso: ritrae Cristina Trivulzio di Belgiojoso, intellettuale e patriota del Risorgimento che organizzò un battaglione durante le Cinque Giornate. Prima di lei, tutte le 121 statue cittadine raffiguravano uomini. L’anno successivo è arrivata Margherita Hack, in pietra davanti all’Università di via Festa del Perdono. Nel 2023, il Parco 8 marzo.

In Consiglio comunale il consigliere Alessandro De Chirico di Forza Italia ha proposto l’intitolazione di un’area verde nei pressi del Piccolo Teatro a Eufemia Borraccia Brancato, figura leggendaria dell’artigianato sartoriale teatrale italiano. Il collega Rosario Pantaleo del PD chiede un luogo per i docenti universitari che rifiutarono di giurare fedeltà al fascismo — tra i quali c’erano anche numerose donne, i sui nomi andrebbero ricordati. Nel 2023 il Comune ha organizzato una camminata lungo le vie cittadine intitolate a donne, per riscoprirne le storie.

Di donne da ricordare Milano ne avrebbe a centinaia.  Donne che hanno segnato la storia del loro tempo, come Anna Kuliscioff, che nel suo salotto di fine Ottocento riceveva operaie e intellettuali e scrisse la legge a tutela del lavoro femminile. Alda Merini, alla quale è dedicato un ponte sul Naviglio Grande ma che meriterebbe ben più di un ponte. Adelaide Coari, maestra e giornalista che nel 1904 fondò la rivista “Pensiero e azione”. Fede Galizia, che nel Seicento si impose nella scena artistica milanese con i suoi ritratti delle personalità cittadine. E tante altre.

Marianna Montanini

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